Si cerca nei tessuti e nelle biopsie la verità sulla morte di Antonella Di Ielsi (50 anni) e di sua figlia Sara Di Vita (15 anni), decedute a distanza di 24 ore l’una dall’altra (il 27 e 28 dicembre) all’ospedale Cardarelli di Campobasso per una misteriosa intossicazione. Nel pomeriggio di oggi, al Policlinico di Bari, si è conclusa la seconda fase fondamentale degli accertamenti autoptici.
Nel laboratorio dell’Unità di Anatomia Patologica universitaria, il medico legale Benedetta De Luca – incaricata dalla Procura di Campobasso – ha proceduto all’analisi e al campionamento degli organi prelevati durante l’autopsia svolta a fine anno. Le biopsie saranno ora analizzate nel dettaglio, con alcuni frammenti fissati in formalina per successivi approfondimenti. Le operazioni si sono svolte alla presenza dei periti e dei legali delle parti, inclusi quelli dei cinque medici indagati, un atto dovuto per permettere lo svolgimento di esami irripetibili.
L’obiettivo è isolare la sostanza o l’agente patogeno che ha scatenato la tossinfezione letale, la cui natura resta ancora avvolta nel mistero a un mese dalla tragedia. Per avere risposte definitive bisognerà attendere: i risultati della perizia dovranno essere depositati entro 90 giorni dal conferimento dell’incarico (31 dicembre), dunque la verità è attesa per la fine di marzo.










