Mobilitazione degli studenti universitari contro l’Adisu, l’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario. Per lunedì prossimo i rappresentanti dell’associazione universitaria “Cambiare rotta” saranno davanti la sede dell’agenzia per protesta: «Per la prima volta dopo anni in Puglia non è garantita la copertura totale delle borse di studio». Si legge in un post sui social dell’associazione.
I rappresentanti fanno sapere che nei giorni scorsi sono state pubblicate le graduatorie definitive per il prossimo anno accademico, «ma per migliaia di studenti la pubblicazione della graduatoria non significa ancora avere la certezza di poter contare sulla borsa di studio – si legge sul post -. Il punto è proprio questo: per la prima volta dopo 10 anni, la copertura totale delle borse per tutti gli studenti idonei non è garantita. Esiste quindi concretamente il rischio che studenti che hanno tutti i requisiti per ottenere la borsa risultino idonei ma non beneficiari, perché le risorse disponibili non sono sufficienti».
La preoccupazione si estende anche per gli studenti fuorisede che devono trovare alloggio. «Gli studenti che lo scorso anno hanno ottenuto un posto negli studentati rischiano di non avere ancora la certezza di poterlo mantenere e potrebbero essere costretti a cercare una stanza sul mercato privato». Che è davvero un’impresa per i prezzi e per la mancanza di case, adibite ormai per la maggior parte a B&b.
Secondo le regole, i fuorisede sono obbligati a richiedere l’alloggio universitario per avere la borsa di studio, anche se una casa l’hanno già trovata da soli. Questo crea graduatorie «gonfiate» da persone che poi rinunceranno al posto, bloccando il sistema e ritardando le assegnazioni per chi ne ha davvero bisogno.
Nel frattempo, chi non riesce a ottenere una stanza pubblica viene cacciato dalle residenze entro il 30 settembre e si ritrova costretto a cercare sul mercato privato. Alcuni studenti si sono recati nella sede Adisu per cercare spiegazioni, ma le risposte non sono state soddisfacenti.
«Ci hanno detto che il loro compito è solo quello di eseguire i bandi, ma conosciamo bene il rischio materiale che tutte le borse di studio non siano coperte – spiegano i rappresentanti nel post -. Ci hanno detto che entro il 30 settembre bisognerà lasciare gli alloggi, e sappiamo perfettamente che questi ultimi non basteranno per dare un tetto a tutti coloro che ne hanno bisogno. Ci hanno detto di tornare lunedì, e noi lunedì saremo lì».
