«A testa alta ci prendiamo tutto da questo Stato criminale». È l’appello di uno degli utenti della chat Telegram del Movimento 17 ottobre Bari che invita i manifestanti a scendere in piazza nella manifestazione organizzata per domani in piazza Umberto.
«Se volete spaccare negozi o rubare, fatelo allo Stato e ai negozi ricchi di moda. Non toccate le persone comuni e i loro negozi. Va bene manifestare con rabbia, ma bisogna usare la testa e lasciare fuori chi non c’entra niente», si legge ancora in un messaggio comparso stamattina, nel giorno in cui sono scattate le perquisizioni e gli interrogatori nell’ambito di un’operazione della polizia, coordinata da Dda e Procura per i minori, per la presunta organizzazione di saccheggi nel capoluogo pugliese.
L’utente, dopo aver indicato le griffe da colpire, consiglia anche «di fare rifornimento di cibo e acqua per voi e la vostra famiglia. Serviranno tra pochi giorni. Fatevi una dispensa di cibo che dura e si conserva».
Ieri sera, nelle stesse chat, era stato pubblicato un documento che indicava l’abbigliamento da utilizzare e il comportamento da tenere in piazza davanti alle forze dell’ordine. Tra le altre cose il volantino invita a portare «occhiali protettivi, kefiah, felpa o maglione con cappuccio» e a «gridare i nostri slogan e provare a sfondare gli sbarramenti».
Un utente aggiunge: «Più la folla si avvicina alle file delle forze di sicurezza, meno queste possono lanciare i lacrimogeni. E cresce la nostra pressione su di loro».
Sette giovanissimi indagati dalla Dda a Bari
A Bari sono sette i giovanissimi indagati dalla Dda, oltre a diversi minorenni indagati dalla Procura minorile, sospettati di stare organizzando saccheggi in città.
I giovani si sarebbero organizzati sul gruppo Telegram denominato “23 ottobre rivolta Bari”, visionabile – si evince dai decreti di perquisizione eseguiti oggi dalla Digos – da chiunque abbia un account Telegram.
Nella chat sarebbero state promosse e pubblicizzate, anche formulando inviti e raccogliendo adesioni, imminenti mobilitazioni di massa nel centro di Bari, anche con uso di armi e bottiglie molotov. In casa dei ragazzi sospettati, i poliziotti, durante le perquisizioni, stanno cercando armi, documenti, manoscritti, locandine pubblicitarie, telefoni cellulari o altre apparecchiature elettroniche, informatiche o digitali che confermerebbero l’organizzazione o l’istigazione di atti di devastazione, saccheggio e violenze.
L’indagine della Dda nei confronti dei sette maggiorenni è coordinata dal procuratore Roberto Rossi con l’aggiunto Giuseppe Gatti e la sostituta Luciana Silvestris. Secondo gli inquirenti, oltre ai sette già identificati, vi sarebbero numerosi altri giovani coinvolti ancora in corso di identificazione.
