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Bari, Vittorio Arcieri è morto a 67 anni: «Con sguardo profondo ed elegante ha raccontato la città»

La sua scomparsa arriva a pochissimi giorni da quella di Luca Turi, maestro e collega con cui aveva condiviso 18 anni di attività professionale

Bari, Vittorio Arcieri è morto a 67 anni: «Con sguardo profondo ed elegante ha raccontato la città»

A poche ore dalla scomparsa di Luca Turi, il fotogiornalismo pugliese perde un altro dei suoi punti di riferimento più autorevoli. È morto improvvisamente, all’età di quasi 67 anni, Vittorio Arcieri, storico fotoreporter che per quasi mezzo secolo ha raccontato sul campo la cronaca e la trasformazione del territorio.

La sua scomparsa arriva a pochissimi giorni da quella di Luca Turi, maestro e collega con cui Arcieri aveva condiviso ben 18 anni di attività professionale e una parte fondamentale della sua formazione.

Tra i momenti più alti della carriera di Arcieri figurano gli scatti realizzati nell’agosto del 1991 durante lo sbarco della nave Vlora nel porto di Bari: in quell’occasione, mentre migliaia di cittadini albanesi giungevano sulle coste pugliesi, Arcieri riuscì a immortalare l’evento da un’angolazione originale e prospetticamente diversa rispetto alla celebre immagine dell’agenzia Turi, consegnando alla storia della regione una testimonianza visiva indelebile.

Dopo la lunga esperienza sul campo, la scelta di intraprendere un percorso autonomo con la nascita dell’agenzia Arcieri, diventata negli anni un vero laboratorio e punto di riferimento per le nuove generazioni di fotoreporter. Nel corso della sua attività ha collaborato con le principali testate giornalistiche pugliesi e non solo.

Il ricordo di Vito Leccese: «Sguardo attento, elegante e profondo sulla vita di Bari»

«È stato per decenni uno sguardo attento, elegante e profondo sulla vita di Bari», afferma il sindaco Vito Leccese, ricordando come Arcieri «con la sua macchina fotografica» abbia «raccontato le trasformazioni della città, le sue istituzioni, i fatti di cronaca e la ricchissima stagione culturale, dai palcoscenici dei nostri teatri, come il Petruzzelli, fino ai volti della gente comune».