Il porto di Bari si proietta nel futuro della sicurezza marittima e dello sviluppo turistico. È stato inaugurato ufficialmente questa mattina, giovedì 16 luglio 2026, il cantiere per il potenziamento infrastrutturale e l’ampliamento del Molo San Cataldo, un’opera strategica da 39 milioni di euro destinata a ridefinire il volto dello scalo adriatico e a rafforzare la sinergia tra l’area portuale e la città.
La solenne cerimonia della posa della prima pietra ha visto la partecipazione del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, affiancato dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale (AdSPMAM) Francesco Mastro, dal comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, ammiraglio Sergio Liardo, e dal direttore marittimo della Puglia e Basilicata ionica, ammiraglio Donato De Carolis. Al loro fianco, a testimoniare la compattezza istituzionale dietro l’opera, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro e il sindaco di Bari Vito Leccese.
Una base hi-tech per i colossi del mare
Il cuore del progetto prevede la nascita di una vera e propria cittadella logistica, moderna e sostenibile, a servizio della Guardia Costiera. Verranno realizzati nuovi ormeggi appositamente calibrati per ospitare le Unità Alturiere Multiruolo (UAM): i pattugliatori d’ultima generazione che la Guardia Costiera impiega per il controllo delle frontiere e il monitoraggio del mare aperto.
Per garantire la piena sicurezza delle manovre di questi giganti del mare, i fondali antistanti le nuove banchine verranno dragati e approfonditi fino a una quota di -7 metri.
L’opera è interamente finanziata per 36 milioni di euro dal Ministero dell’Interno e delle Infrastrutture (nell’ambito della missione statale “Ordine pubblico e sicurezza” destinata al Comando Generale delle Capitanerie) e per i restanti 3 milioni con fondi propri dell’Autorità di Sistema Portuale, che agisce come stazione appaltante in virtù di un accordo siglato nel 2019 sotto la precedente presidenza di Ugo Patroni Griffi. Ad aggiudicarsi la progettazione esecutiva e i lavori è stato il raggruppamento temporaneo di imprese guidato da Fincantieri Infrastructure Opere Marittime S.p.A., in associazione con Boskalis Italia, Zeta ed e-Marine.
La svolta turistica
Oltre all’innegabile valenza strategica sul piano militare e della sicurezza, l’allargamento del Molo San Cataldo getta le basi per la nascita del nuovo porto turistico di Bari.
«I porti non possono rincorrere il cambiamento, devono anticiparlo – ha dichiarato con forza il presidente dell’AdSP Francesco Mastro –. Questo cantiere, che sarà gestito garantendo la totale continuità delle attività commerciali dello scalo, adotta i più rigidi protocolli di monitoraggio ambientale sui sedimenti. Ma soprattutto, crea la premessa per un futuro marina da 200 posti barca, un’infrastruttura d’oro per la nautica da diporto che genererà indotto, turismo e occupazione sul territorio».
«Un investimento sul futuro della Puglia»
Soddisfazione è stata espressa dal ministro Matteo Salvini, che ha definito l’intervento un tassello cruciale nel piano di modernizzazione della portualità italiana, aumentando l’efficienza logistica nazionale.
L’ammiraglio Donato De Carolis ha evidenziato come le nuove banchine metteranno «le donne e gli uomini del Corpo nelle migliori condizioni per operare nella tutela dell’ambiente marino e nelle attività di ricerca e soccorso».
Un impatto strutturale sottolineato anche dal governatore pugliese, Antonio Decaro: «La Puglia, con i suoi 860 chilometri di costa, è la porta d’accesso sul Mediterraneo. Potenziare la logistica della Guardia Costiera significa rendere Bari più competitiva. Questa sinergia istituzionale è un modello virtuoso che siamo pronti a esportare anche negli scali di Manfredonia, Brindisi, Gallipoli e Taranto».
Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha infine concluso guardando alla scadenza del cantiere, fissata per il 2028: «Inizia un percorso basato sulla blue economy, dove innovazione e ambiente corrono insieme. Bari consolida il suo ruolo di baricentro adriatico nei collegamenti con i Balcani, offrendo al contempo nuove aree urbane integrate dedicate ai cittadini e al diportismo».


