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Bari, trovare casa è sempre più complicato: appartamenti piccoli, vecchi e costosi

Mentre i cittadini faticano a trovare un’abitazione, il Comune intensifica i controlli sulle strutture turistiche: multe della Polizia locale

Bari, trovare casa è sempre più complicato: appartamenti piccoli, vecchi e costosi

A Bari trovare casa è un’impresa. Non soltanto per gli studenti universitari, da anni alle prese con affitti sempre più alti e un’offerta spesso insufficiente. L’emergenza abitativa riguarda ormai anche giovani coppie, lavoratori e chi prova semplicemente a costruirsi un futuro in città.

Il problema è il rapporto tra gli stipendi, spesso bassi, e canoni che continuano a salire: per un bilocale in condizioni discrete si parte facilmente dagli 800 euro al mese, una cifra che per molti diventa difficile da sostenere. Basta dare uno sguardo ai gruppi social utilizzati ogni giorno per cercare o proporre appartamenti per rendersi conto della situazione.

Accanto agli annunci si moltiplicano i commenti di chi contesta prezzi considerati eccessivi per immobili piccoli, arredati con mobili vecchi o che presentano problemi e carenze. «Quanta rabbia mi fa vedere tante famiglie cercare una sistemazione e trovare bilocali a 800 euro» si legge in un commento in cui un’utente chiede l’intervento dell’amministrazione comunale. E mentre la domanda di case per residenti cresce, l’offerta immobiliare guarda sempre più al turismo.

Bari negli ultimi anni ha visto aumentare le strutture ricettive e gli affitti brevi, alimentando il dibattito su quanto spazio rimanga per chi in città vive, lavora e vuole restarci. In questo scenario si inseriscono anche i controlli del Comune. Nei giorni scorsi il personale di Polizia amministrativa del Nucleo Annona ha effettuato verifiche in diverse attività ricettive ed extraricettive. L’ultimo controllo ha riguardato un aparthotel del quartiere Murat, composto da 11 mini appartamenti e suite, dove sono state riscontrate diverse irregolarità. In particolare, è stata contestata la mancata esposizione dei prezzi all’interno degli appartamenti, con una sanzione di 400 euro per ciascuna violazione, e la mancata esposizione del Codice identificativo nazionale, Cin, sia all’esterno della struttura sia sui portali e siti specializzati. Per quest’ultima violazione è prevista una multa di mille euro. Il Cin è uno degli strumenti introdotti per aumentare la trasparenza nel settore delle locazioni e delle strutture ricettive.

Entro settembre, le locazioni turistiche non imprenditoriali attive prima dell’ottobre 2025 dovranno presentare al Suap la Comunicazione telematica di inizio attività, Cia, dichiarando anche l’agibilità dell’immobile. Secondo i dati del Suap, ne mancano ancora oltre un migliaio. E tra quelle già presentate, più della metà presenterebbe criticità legate proprio all’agibilità dei locali.