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Bari, tremila agricoltori al teatro Petruzzelli: «Difendiamo il made in Italy, la Puglia è sotto attacco»

Sono circa tremila gli agricoltori pugliesi che stamattina, 5 febbraio, si sono ritrovati al teatro Petruzzelli di Bari per la prima tappa al Sud della mobilitazione nazionale indetta da Coldiretti in difesa del made in Italy.

All’iniziativa hanno partecipato il presidente nazionale Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo.

Trattori, palloncini gialli, bandiere e tendoni con maxischermi hanno invaso il vialone antistante il teatro, per fare sentire la voce dei produttori agricoli.

La Puglia – è uno dei temi protagonisti dell’assemblea – è tra i territori più esposti agli arrivi nei porti di grano, olio e prodotti ortofrutticoli extra Ue, che esercitano una forte pressione al ribasso sui prezzi. Da qui la necessità di rafforzare i controlli alle frontiere e diffondere i contratti di filiera per dare certezze agli agricoltori e sostenere la produzione nazionale.

Le difficoltà, evidenzia Coldiretti, riguardano anche l’ortofrutta. Emblematico il caso dei carciofi brindisini, pagati 5 centesimi al pezzo per uso industriale a fronte di prezzi al consumo intorno a 1,5 euro. A pesare è la concorrenza dei prodotti esteri, come i carciofi egiziani, i cui arrivi sono aumentati del 30% nei primi dieci mesi del 2025 (fonte Ismea), spesso coltivati con pesticidi vietati in Europa. Il calo dei prezzi interessa anche broccoli (-25%), biete (-18%), finocchi (-21%), oltre a clementine, sedani e patate.

La pressione delle importazioni incide infine sull’olio extravergine d’oliva, con l’aumento degli arrivi dall’estero, come il prodotto tunisino venduto a 3,5 euro al chilo, che ha innescato un dumping capace di spingere i prezzi sotto i costi di produzione.

Una situazione particolarmente grave in Puglia, definita da Coldiretti «l’uliveto d’Italia», già colpita dalla Xylella che ha compromesso quasi 21 milioni di piante.

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