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Alessandro Gassmann riporta Bari in tv con l’avvocato Guerrieri, Devitofrancesco: «Abbiamo cercato una città inedita» – L’INTERVISTA

«Un appartamento in un palazzo d’epoca in corso Vittorio Emanuele, a Bari, sarà nella serie tv Guerrieri, lo studio del brillante avvocato Guido; e poi un’altra casa, bellissima e con una spettacolare vista mare, sulla Muraglia, sarà invece l’abitazione del carismatico penalista barese; un luogo, questo, che racconterà l’interiorità del protagonista».

A confidarci le location che hanno dato vita all’attesa fiction La regola dell’equilibrio e che andrà in onda da stasera su Rai 1 e in quattro serate, è Eleonora Devitofrancesco, classe ’76, nota scenografa di origini baresi che lavora in questo settore da più di vent’anni. È stata lei, giocando in casa, ad illuminare i luoghi perfetti del capoluogo pugliese, e non solo, dove ambientare la serie ispirata ai romanzi dello scrittore barese Gianrico Carofiglio. Ad interpretare l’affascinate professionista sarà il romano Alessandro Gassmann.

Eleonora, lei ha un curriculum importante con collaborazioni con registi come Sergio Rubini o Edoardo Ponti; come è andata questa volta, con il romano Gianluca Maria Tavarelli?

«Molto bene, l’ho adorato, un regista favoloso e le dico subito che la mia grande speranza è che ci sia una seconda stagione. Insieme a me ha lavorato anche Luigia Marino, location manager».

A proposito di ambienti, ha citato un palazzo di Bari, con quale criterio lo ha scelto?

«Per lo studio ho puntato su di una architettura napoletana e che ricorda i quartieri spagnoli, le zone più eleganti. Quello di Corso Vittorio Emanuele è uno dei pochi stabili veri e calza a pennello per un personaggio vero come Guido. Poi c’è un locale ricostruito da zero, lì dove l’avvocato di successo si rifugia per ritrovare se stesso».

Dove si trova?

«A San Girolamo, il Waterfront; era vuoto e abbiamo creato di sana pianta un night club».

Quale luogo fa da padrone?

«Il Tribunale di Bari; hanno messo a disposizione tanti ambienti. Abbiamo poi ricreato la Corte di Cassazione all’interno dell’Aula Magna dell’Ateneo».

Una curiosità?

«Gassmann era così entusiasta di questo posto che durante le riprese si è scattato una foto lì dove spiccano gli affreschi».

Che Bari si vedrà in tv?

«Inedita, con angoli diversi rispetto alla serie di Lolita Lobosco o il maresciallo Fenoglio. La città è sì coprotagonista ma abbiamo ricreato luoghi per mettere in risalto una Bari notturna e che rispecchia un uomo che si mette in discussione. Poi, tra gli altri, abbiamo scelto vicoli del bellissimo centro storico di Giovinazzo e un ristorante della zona. Tutta la scenografia si basa su di un realismo intenso, così come è Guerrieri; un uomo teso tra la professione di avvocato e la sua identità. Emerge in lui, persona onesta, corretta e umana, una danza tra passione e malinconia».

La pugliesità è in ogni scena?

«Ho coinvolto e dato luce ad artisti e designer rigorosamente del territorio. Ci sono: Tarshito, Lucia Albanese, Susy Lovino, Monica Minelli, l’Art director Egle Calò, l’artigiano Francesco Laforgia e poi hanno lavorato le arredatrici Fiorenza Amato con l’assistente Maria Laura Federico e l’assistente scenografa Daniela Paparella. Le opere degli artisti son sempre presenti e si vedono all’interno dello studio, per esempio».

Che intesa c’è stata con Gassmann?

«Lui era uno dei primi ad arrivare sul set. Cordiale sempre, con tutti, gentile, sorridente, un grande professionista, umanamente meraviglioso. Poi adora il cibo pugliese e trova Bari una splendida città».

Ci racconta un aneddoto?

«Non si è mai tirato indietro nel concedere selfie alle sue tantissime fans. Lo aspettavano per tanto tempo e ovunque, felici, pur di conquistare quei fatidici secondi che poi prendono forma in una foto da incorniciare».

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