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Bari, studenti sulle barricate contro la Riforma della Giustizia: «Mina la Costituzione e indebolisce i giudici»

Il mondo studentesco barese scende in campo nel dibattito sulla giustizia. In vista del referendum del 22 e 23 marzo prossimi, le principali sigle universitarie e scolastiche (Zona Franka, Udu e Uds) hanno lanciato una mobilitazione unitaria per dire “No” a quella che definiscono una riforma pericolosa per l’assetto democratico.

Per gli studenti non si tratta di tecnicismi, ma di difesa della Costituzione. «È una riforma che vuole indebolire la magistratura attentando alla sua indipendenza – attacca Gennaro Cifinelli, presidente di Zona Franka –. Bisogna arginare il rischio di accentramento dei poteri nell’esecutivo e di assenza di controllo».

La protesta si trasforma subito in dibattito. Oggi pomeriggio, alle 18:30, le associazioni si riuniranno in un incontro pubblico che vedrà la partecipazione di due “tecnici” di peso: il Procuratore di Bari, Roberto Rossi, e la giudice Ilaria Casu, coordinatrice del comitato locale “Giusto dire no”. L’obiettivo è portare la discussione fuori dalle aule di tribunale ed entrare in quelle universitarie e scolastiche.

La mobilitazione toccherà atenei e istituti superiori con volantinaggi e assemblee. «Ci stiamo mobilitando per contrastare la riforma Nordio e spiegare a tutti le criticità per l’assetto costituzionale», spiega Sahar Locaputo (Udu Bari). Dura anche la posizione degli studenti medi: «Hanno già deciso di smantellare l’istruzione, non permettiamo a questo governo di smantellare un altro pilastro della Repubblica – conclude Sabrina Fanelli dell’Uds –. Scuola e democrazia viaggiano insieme».

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