Un attacco frontale allo Stato e al diritto alla casa, consumato con una violenza e un tempismo che lasciano pochi dubbi sulla natura intimidatoria del gesto. Questa mattina, nel quartiere San Pio di Bari, un gruppo di ignoti ha completamente devastato un alloggio di edilizia residenziale pubblica di proprietà del Comune. L’immobile era un simbolo della lotta all’illegalità: appena quattro mesi fa, a gennaio, era stato finalmente liberato da un’occupazione abusiva grazie a un maxi-sgombero delle forze dell’ordine, in esecuzione di un decreto di sequestro d’urgenza emesso dalla Procura della Repubblica di Bari.
La reazione della criminalità locale non si è fatta attendere ed è scattata non appena Palazzo di Città ha legalmente riassegnato l’appartamento a un nucleo familiare regolarmente iscritto nelle graduatorie comunali. Venerdì scorso, al momento del primo accesso per prendere possesso della nuova casa, i legittimi assegnatari erano stati avvicinati e pesantemente minacciati da sconosciuti, subendo intimidazioni anche davanti ai figli minori; un clima di terrore che aveva indotto la famiglia a desistere temporaneamente dal trasferimento per paura di gravi ritorsioni. Questa mattina, l’amara scoperta: la minaccia si è trasformata in una spedizione punitiva che ha ridotto l’immobile a un cumulo di macerie inabitabile, con muri sfondati, infissi sradicati, sanitari distrutti e l’intero impianto elettrico fuori uso.
La reazione del Comune
La gravità del raid ha fatto scattare immediatamente i canali d’emergenza istituzionali. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha informato personalmente e con urgenza il Procuratore della Repubblica e il Questore per coordinare le prime attività investigative. Parallelamente, gli assessori Nicola Grasso (Legalità) e Michelangelo Cavone (Welfare) si sono recati presso gli uffici giudiziari per sporgere una formale denuncia contro ignoti.
«Nessun passo indietro davanti all’arroganza»
Il primo cittadino barese ha condannato l’episodio con parole durissime, evidenziando la matrice malavitosa dell’atto vandalico: «Quanto accaduto è di una gravità inaudita – ha commentato fermamente il sindaco Leccese –. Confidiamo che gli investigatori possano individuare rapidamente i responsabili di un gesto vile che colpisce non soltanto un bene pubblico, ma soprattutto la vita di tante famiglie che attendono da anni di accedere a un alloggio loro legittimamente assegnato. Siamo di fronte a un episodio criminale e intimidatorio che richiama modalità tipicamente mafiose e che non può essere tollerato».
Leccese ha poi voluto lanciare un messaggio di assoluta fermezza, garantendo che l’amministrazione non si lascerà piegare dai clan: «Le istituzioni hanno il dovere di garantire i diritti di tutti i cittadini, a partire da quelli più vulnerabili, e di difendere la legalità senza arretrare di fronte alla violenza, alle minacce e alla sopraffazione. Non permetteremo che passi il messaggio secondo cui lo Stato possa fare un passo indietro davanti all’arroganza di pochi. Al contrario, continueremo a impegnarci per il ripristino della legalità e la tutela di chi rispetta le regole».




