Saranno 650 i ricercatori assunti nella nuova sede del Consiglio nazionale delle ricerche che sta sorgendo in un’area dell’ex Manifattura tabacchi situata nel cuore del quartiere Libertà a Bari. Se a questi si aggiungono poi, i tecnici ed eventuali figure amministrative, la struttura che dovrebbe essere inaugurata a breve, potrebbe accogliere quasi 1000 dipendenti.
Attualmente la sede di quello che è uno dei principali poli di ricerca italiani, si trova in via Amendola, ma il progetto di riqualificazione dell’ex manifattura permetterà di accorpare alcuni uffici nel pieno centro della città. I lavori nella struttura, partiti nel 2021 hanno subito diversi stop e rallentamenti, ma ora sono arrivati al termine e pur non essendoci una data certa, in questi primi mesi del 2026 dovrebbe essere inaugurata la nuova sede del polo di ricerca.
Il progetto
La riqualificazione dell’ex manifattura Tabacchi è stata possibile grazie a un investimento di 36 milioni di euro, provenienti da fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza. Il nuovo Campus, quasi pronto, ospiterà 180 laboratori di sperimentazione, ma anche biblioteche, aule e centri di elaborazione dati. Al suo interno si svolgeranno attività di ricerca, formazione, consulenza tecnologica alle imprese, attività di sensibilizzazione alle discipline Stem rivolte alle scuole e alla comunità.
Le polemiche
Nel frattempo intorno alla nuova struttura si sono innalzate diverse polemiche. In particolare, alcuni cittadini hanno fatto notare come in determinati punti della facciata ci sia già un evidente distacco dell’intonaco e della pittura nonostante i lavori di riqualificazione recenti. Così, la paura è che i materiali utilizzati possano essere di scarsa qualità e possano mettere a rischio la sicurezza sul lavoro dei futuri dipendenti. Infine, in tanti temono per la questione parcheggi, in quanto la struttura oltre a trovarsi in una zona già particolarmente popolosa, a breve ospiterà anche più di 650 dipendenti che di certo dovranno posizionare le loro auto in zona.