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Bari, presunti maltrattamenti su un alunno con sindrome di Down: indagata l’insegnante

Gli episodi si sarebbero verificati tra il 2023 e il 2024 all’interno dell’istituto frequentato dal ragazzo, 13enne all’epoca dei fatti

Bari, presunti maltrattamenti su un alunno con sindrome di Down: indagata l’insegnante

Schiaffi, pizzichi, insulti e persino colpi sferrati con i tacchi delle scarpe. Sono le accuse contestate a una docente di sostegno cinquantenne di Bari, indagata dalla Procura con l’ipotesi di reato di maltrattamenti aggravati nei confronti di un alunno tredicenne affetto da sindrome di Down.

Una vicenda che ha scosso l’ambiente scolastico cittadino e che ora entra in una fase cruciale dopo la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e contestato dal pubblico ministero Ignazio Abbadessa, gli episodi si sarebbero verificati tra il 2023 e il 2024 all’interno dell’istituto frequentato dal ragazzo. Le presunte condotte avrebbero avuto carattere sia fisico sia verbale e si sarebbero consumate, in alcuni casi, anche davanti agli altri studenti della classe.

Tra gli episodi finiti al centro dell’inchiesta vi sarebbe uno schiaffo che avrebbe fatto cadere gli occhiali al tredicenne. In altre occasioni, secondo l’accusa, il ragazzo sarebbe stato destinatario di espressioni offensive e minacciose. Gli inquirenti contestano inoltre pizzichi e altri comportamenti ritenuti lesivi della dignità e dell’integrità psicofisica del minore. Stando agli atti, la docente avrebbe giustificato quei comportamenti come strumenti educativi finalizzati a richiamare l’attenzione dell’alunno e a migliorarne il rendimento scolastico. Una spiegazione che tuttavia non avrebbe convinto gli investigatori, i quali hanno ritenuto necessario approfondire la vicenda per verificare la reale natura degli episodi segnalati.

L’indagine è nata dopo una comunicazione trasmessa dall’istituto scolastico alla magistratura. Da quel momento la Procura ha avviato una serie di accertamenti per ricostruire quanto sarebbe accaduto durante le attività didattiche e il rapporto instaurato tra l’insegnante e lo studente.

Nei giorni scorsi la polizia locale ha notificato alle parti l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, passaggio che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. La docente, assistita dai propri legali, potrà ora depositare memorie difensive, produrre documentazione o chiedere di essere interrogata per fornire la propria versione dei fatti.

Al momento si tratta di accuse ancora tutte da verificare nel contraddittorio tra le parti. Sarà infatti il giudice, nelle successive fasi del procedimento, a valutare gli elementi raccolti dalla Procura e a stabilire se vi siano i presupposti per un processo e, successivamente, per un eventuale accertamento di responsabilità.