L’equipaggio di un’ambulanza del 118 è stato aggredito, la sera di domenica 15 marzo, in via Capruzzi a Bari.
A denunciarlo è il sindacato Ugl Salute che ricostruisce l’episodio. Gli operatori sanitari sarebbero intervenuti a seguito della segnalazione di un uomo riverso a terra. Giunti sul posto lo avrebbero trovato evidentemente ubriaco e in stato di alterazione.
Il personale del 118 ha provato a soccorrerlo ma l’uomo ha cominciato a inveire, insultando e offendendo gli infermieri, rivolgendo loro minacce di morte ed epiteti sessisti contro l’operatrice donna. Non contento, avrebbe anche colpito con violenza l’ambulanza, danneggiandola.
Il segretario nazionale dell’Ugl Salute, Gianluca Giuliano, e il segretario regionale Puglia, Gianluca Mesto, nel condannare quanto accaduto ricordano che «ogni episodio come questo non è solo un attacco a un singolo lavoratore, ma un colpo inferto all’intero sistema di emergenza. Non è accettabile – affermano – che chi indossa una divisa e presta aiuto venga insultato, minacciato, intimidito o addirittura messo in pericolo».
L’Ugl Salute chiede strumenti di prevenzione e protezione degli operatori sanitari. «Non possiamo più affidarci alla fortuna. Servono protocolli chiari, dispositivi di sicurezza, formazione specifica e un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine nelle situazioni critiche», affermano i sindacalisti, ribadendo la necessità di introdurre per tutti gli operatori sanitari strumenti come le body cam e i braccialetti anti aggressione, già utilizzati in altri contesti e capaci di aumentare la sicurezza dei professionisti e la tracciabilità degli interventi.
«Non si tratta di optional, ma di strumenti che possono fare la differenza tra un intervento sicuro e un’aggressione evitabile», conclude l’Ugl Salute, confermando che continuerà a battersi affinché episodi come quello di Bari non vengano normalizzati né minimizzati.










