L’allarme è rientrato, e il “colpevole” è stato individuato. Il distacco di calcinacci dalla facciata del Teatro Petruzzelli, avvenuto mercoledì scorso, non è sintomo di un cedimento strutturale diffuso, ma l’effetto dell’usura del tempo su un singolo dettaglio: un chiodo.
A chiarire la dinamica è la relazione dell’ingegner Mario Montagna, responsabile della sicurezza del politeama, redatta su disposizione del sovrintendente Nazzareno Carusi. La causa del crollo è da ricondurre all’ossidazione di una vecchia chiodatura: la ruggine ha fatto gonfiare il metallo che, aumentando di volume, ha spinto verso l’esterno il rivestimento fino a provocarne il distacco.
Una volta individuata la causa, i tecnici hanno battuto a tappeto la facciata. «Si è provveduto a ispezionare visivamente e dettagliatamente le altre chiodature all’altezza delle decorazioni allegoriche – si legge nella nota della Fondazione – verificando che non vi sono lesioni apparenti». Anche il resto del rivestimento e i cornicioni sono stati controllati e non hanno manifestato segni di instabilità. «Possiamo ragionevolmente sentirci rassicurati», ha commentato il sovrintendente Carusi, annunciando controlli regolari e ringraziando i Vigili del Fuoco per la professionalità dimostrata durante l’emergenza.
