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Bari, non solo freddo e fame: «I senza dimora non sono un pericolo, ma sono in pericolo»

Non c’è solo il freddo a mettere in pericolo i senzatetto a Bari. Accanto alle temperature rigide, che scenderanno ulteriormente nei Giorni della Merla, e alla difficoltà di trovare riparo, stanno emergendo nuovi rischi legati alla violenza causata dalle baby gang, all’isolamento e alla fragilità sociale. Un quadro che si accompagna a un dato ormai…
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Non c’è solo il freddo a mettere in pericolo i senzatetto a Bari. Accanto alle temperature rigide, che scenderanno ulteriormente nei Giorni della Merla, e alla difficoltà di trovare riparo, stanno emergendo nuovi rischi legati alla violenza causata dalle baby gang, all’isolamento e alla fragilità sociale. Un quadro che si accompagna a un dato ormai evidente e testimoniato dai volontari dell’associazione In.Con.Tra.: sono in aumento le persone che chiedono aiuto ai servizi dell’associazione barese, impegnata da anni nel contrasto alla povertà e all’emarginazione.

Gli accessi alla mensa serale sono cresciuti in pochi mesi da 70 a circa 120 persone ogni sera. In città, spiega l’associazione, si contano almeno 50 persone senza fissa dimora costantemente monitorate, un numero variabile che tende ad aumentare nei periodi più difficili. aumentano anche i casi di nuovi senzatetto baresi, persone che hanno perso il lavoro e, insieme, il sostegno familiare.

Alcuni si rifugiano in edifici abbandonati, spesso in gruppo, proprio per paura di restare soli in strada. Emblematico il caso di una donna di 74 anni, seguita da In.Con.Tra., che rischia di dormire all’aperto dopo il rifiuto della figlia di ospitarla. «La più grande ricchezza di una persona è la famiglia – spiega Michele Tataranni, presidente dell’ associazione – non averla ti induce in povertà».

I nuovi pericoli

Aumentano però anche i rischi «convenzionali e non» della vita di strada. «Noi diciamo sempre che i senza dimora non sono un pericolo, ma sono in pericolo», sottolinea il presidente di Incontra, Michele Tataranni. «Lo sono per il freddo, per la fame, per la malattia, ma anche per la violenza». «Molti dormono con un occhio aperto – spiega il presidente – perché subiscono insulti, minacce, lanci di oggetti. Non è solo violenza fisica, è anche violenza psicologica».

A dicembre uno di questi episodi è degenerato: una settimana prima di Natale un uomo senza fissa dimora, Girolamo, è stato picchiato da una baby gang, riportando costole fratturate, un trauma cranico e una prognosi di venti giorni. «Per loro era un gioco», dice Tataranni, che annuncia l’intenzione dell’associazione di tentare un contatto con quei ragazzi, nella speranza di avviarli a un percorso di recupero.

I servizi

In.Con.Tra. è attiva cinque giorni su sette con una mensa serale in via Dieta di Bari, dalle 20 alle 22. Accanto a questo servizio opera una cucina mobile, donata dalla Fondazione «Progetto Arca», che negli stessi orari raggiunge diverse zone del centro, tra piazza Cesare Battisti, piazza Umberto e l’area della stazione delle «Ferrovie Appulo Lucane», anche in considerazione dei cantieri in corso nei pressi della stazione Centrale di Bari. Dalle 20.30 entra in azione anche l’unità di strada, un camper che percorre la città sulla base di una mappatura costante delle persone che dormono all’aperto o in luoghi di fortuna, integrata dalle segnalazioni dei cittadini. È grazie a queste segnalazioni che, nelle ultime settimane, sono stati evitati casi potenzialmente drammatici.

«In zone come via Carabellese, corso Unità d’Italia o alla rotonda del Policlinico – racconta Tataranni – abbiamo trovato persone rannicchiate su una panchina, senza giubbotto né coperte. In alcuni casi possiamo dire di aver salvato loro la vita». Infine l’unità di strada è composta da operatori affiancati, a seconda delle situazioni, da uno psicologo, un assistente sociale o un infermiere. All’interno del camper ci sono medicinali, un defibrillatore, bevande calde, pasti essenziali, ma anche indumenti invernali e prodotti per l’igiene personale.

Prossimi eventi

Sabato 17 l’associazione sarà in piazza Prefettura con il camper per una raccolta di coperte e giubbotti. Un gesto concreto, mentre l’emergenza resta aperta e la domanda di aiuto continua a crescere.

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