Inaugurato a Bari il Centro per la Giustizia riparativa, che segna un passo avanti verso la promozione di percorsi riparativi e di riconciliazione sociale nel territorio. Una struttura pubblica cui competono le attività necessarie all’organizzazione, gestione, erogazione e svolgimento dei programmi complementari a quelli previsti dal sistema penale tradizionale. Questo approccio, è spiegato in una nota del Comune, «mira a ricomporre la frattura sociale e relazionale causata da un reato». Coinvolge attivamente vittima, autore del reato e comunità in un percorso volontario di mediazione, finalizzato a riparare il danno, responsabilizzare l’autore e dare ascolto alla vittima.
Alla cerimonia, alla presenza delle autorità civili e militari, sono intervenuti il sindaco di Bari, Vito Leccese, il viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto (in collegamento da Roma), la direttrice dell’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UIEPE) di Bari, Valeria Pirè, e la direttrice scientifica della cooperativa sociale C.R.I.S.I., Anna Coppola De Vanna.
Il nuovo presidio
L’accesso al centro è garantito alle vittime, che potranno rivolgersi direttamente o tramite il proprio difensore alla struttura, e agli autori di reati su invio dell’Autorità giudiziaria o su indicazione dei Servizi della giustizia, dell’Area trattamentale carceraria o dei difensori. «La giustizia riparativa non sostituisce quella tradizionale, ma la completa – spiega Leccese – offrendo uno spazio di ascolto, responsabilità e riconciliazione per autori e vittime di reato. Una società più giusta, d’altronde, non può prescindere da una giustizia in grado di riparare quello che si è danneggiato: ricucire le fratture sociali è fondamentale per costruire una comunità più coesa e sicura. Dopo la riparazione, però, ci deve essere spazio per la cura, per prendersi cura dei soggetti coinvolti affinché quella riparazione possa essere definitiva, nell’interesse di tutti».
L’istituzione di Centri per la giustizia riparativa è prevista in ogni distretto di Corte d’Appello, con l’obiettivo di coordinare i programmi di giustizia riparativa, garantire livelli essenziali delle prestazioni, collaborare con autorità giudiziarie, enti locali, servizi sociali e associazioni. Il centro di Bari ha avviato ufficialmente le sue attività il 16 febbraio: da allora sono 10 i nuovi casi presi in carico, alcuni dei quali provenienti da altre province. Complessivamente, considerando anche il periodo sperimentale del servizio svolto nella sede della cooperativa CRISI per circa un anno, gli utenti autori di reato già coinvolti sono 38.










