Sono stati 1000 i droni che ieri sera hanno raccontato una storia colorando il cielo dello stadio San Nicola accompagnati da un concerto di musica classica. Lo spettacolo organizzato da Fever in collaborazione con Nova sky, ha voluto mandare un chiaro messaggio di pace: «I droni non devono servire per la guerra, ma per intrattenere, divertirsi e promuovere esperienze indimenticabili».
Come già aveva anticipato la Project manager dell’evento Sofia Bottolo: «Lo stadio san Nicola si è trasformato in un teatro del futuro».
Dall’ufficio stampa della piattaforma Fever, la referente Alessia Segantin ha fatto sapere che è stata «La prima volta che uno spettacolo del genere si è tenuto in uno stadio, prima l’avevamo fatto in realtà diverse come per esempio gli ippodromi».
Dunque, il«Drone art show » di ieri è stato davvero un evento unico. Durante la serata un quartetto d’archi circondato da migliaia di candele scintillanti ha eseguito gli iconici capolavori classici, tra cui «Le quattro stagioni» di Vivaldi e «Il lago dei cigni» di Cajkovskij.
Il concerto ha fatto da sottofondo sonoro ai mille droni che sono stati fatti danzare nel cielo in piena sincronia uno con l’altro. Così, mentre la musica ha abbracciato tutti i presenti il cielo è diventato parte integrante dello spettacolo, creando una fusione di luci e suoni pensata per incantare persone di tutte le età. E infatti, «Obiettivo dell’iniziativa- ha spiegato Segantin – è stato quello di rinnovare la musica classica in modo tecnologico, avvicinando così anche le nuove generazioni abituate alla tecnologia a questo tipo di arte».
Insomma, nella serata di ieri non è andato in scena solo uno spettacolo, ma i baresi hanno potuto vivere una notte dove la tecnologia si è inchinata alla musica classica. Proprio come aveva preannunciato la project manager Bottoli: «È stato un momento di pura meraviglia collettiva, un modo per vedere la città e il suo stadio come non erano mai stati immaginati».