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Bari, Les Flâneurs costruisce un ponte tra Italia e Canada con i romanzi

«Ho presto capito che c’era troppo poco Canada in Italia, se ne parlava poco, se ne sapeva poco e se ne leggeva pochissimo». Nelle parole di Giulia De Gasperi, direttrice editoriale della collana «Canada» lanciata nel 2018 dalla casa editrice barese Les Flâneurs Edizioni, tutta la bontà di un progetto che non ha eguali nella…
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«Ho presto capito che c’era troppo poco Canada in Italia, se ne parlava poco, se ne sapeva poco e se ne leggeva pochissimo». Nelle parole di Giulia De Gasperi, direttrice editoriale della collana «Canada» lanciata nel 2018 dalla casa editrice barese Les Flâneurs Edizioni, tutta la bontà di un progetto che non ha eguali nella Penisola.

Nata in Italia, forte di un lungo vissuto oltreoceano, Giulia De Gasperi è traduttrice ed editor trilingue, oltre che membro della Writers Union of Canada, della Literary Translators Association of Canada e dell’Association of Italo-Canadian Writers. È lei, pertanto, che seleziona e traduce gli scrittori e le scrittrici italo-canadesi per la giovane e rampante etichetta indipendente pugliese guidata da Alessio Rega e Annachiara Biancardino, portando avanti, come ama dire, «la realizzazione materiale di un progetto di una vita.

Progetto che è nato da una passione personale verso questo paese ricco di storie che mi ha rubato il cuore durante l’adolescenza: il Canada, soprattutto il Canada letterario, è diventato il fulcro dei miei studi universitari e tema del mio dottorato».

La collana «meticcia»

Se si dà un’occhiata al patrimonio autoriale canadese abitualmente tradotto in Europa e, in particolare, in Italia, si noterà che ruota essenzialmente attorno a tre nomi cardine, al cui vertice svetta l’attuale regina della distopia Margaret Atwood, famosa per il notissimo Racconto dell’ancella che negli ultimi anni è tornato in auge grazie all’omonima serie televisiva, di straordinario successo.

A seguire, abbiamo la sacerdotessa della short story nonché Nobel per la letteratura Alice Munro e, andando un po’ più indietro con gli anni, il dissacrante – e geniale – autore del celebre La versione di Barney (prima best-seller, poi film di successo), Mordecai Richler. A parte qualche sporadica eccezione, infatti, si traduce e legge molto poco dal paese della foglia d’acero: un «gap» che Les Flâneurs ha deciso di colmare, creando un interessantissimo ponte con l’Italia, perlopiù giocato su «voci meticce» nate o vissute a cavallo tra i due rispettivi mondi.

È il caso di Mark Frutkin, ad esempio, canadese di Ottawa a cui sta a cuore l’arte italiana, come conferma il suo romanzo dal titolo L’artista e l’assassino, incentrato sulla tormentata figura di Caravaggio. Oppure Cynthia Sguazzin – autrice de Il passaggio, una storia di emigrazione italo-canadese – la cui biografia, così com’è intrecciata con il Friuli grazie all’incontro con il marito Italo, sembra fotografare a pieno l’identità della collana. Senza dimenticare nomi come Genni Gunn, scrittrice e traduttrice nata a Trieste ma residente a Vancouver (ha tradotto testi di Dacia Maraini e Corrado Calabrò), o la stessa Caterina Edwards, nata in Inghilterra da madre italiana e padre inglese, ed emigrata in Canada all’età di sette anni, da sempre innamorata del Belpaese – e di Venezia, in special modo.

«Questa collana è una vera sfida editoriale – commenta in merito Alessio Rega – perché siamo l’unica casa editrice in Italia ad avere una linea così organica riguardante la letteratura canadese e italo-canadese. Sono voci che hanno bisogno di essere conosciute anche qui da noi perché spesso, nei romanzi che scegliamo di pubblicare, esiste un fil rouge legato al nostro Paese, soprattutto nelle esperienze legate alla migrazione che nel secolo scorso ha visto tanti italiani volare oltreoceano».

Una terra infinita

Dieci titoli in tutto, al momento, con una media annua di pubblicazione che non supera i due libri, per una collana che lo stesso editore pugliese definisce di nicchia, «ma proprio per questo ne riconosciamo anche il grande potenziale». Con l’intento nobile di rendere giustizia letteraria a una terra enorme, anzi infinita, come la definisce la direttrice Giulia De Gasperi, ricca di «scrittori indigeni, voci femminili, quelle degli immigrati di ieri e di oggi, autori disabili, di colore, scrittori LGBTQ+ e bilingue, multilingue, multiculturali, senza contare i generi.

Gli autori canadesi – aggiunge con entusiasmo – non hanno paura di sperimentare, di testare i canoni letterari e di dare voce a nuove forme di scrittura. L’obiettivo della collana “Canada” è di appassionare i lettori italiani alla letteratura canadese in traduzione, tenendo comunque presente quelle che sono le preferenze e le tematiche del momento».

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