«Tempus fugit» e dell’incontro a Palazzo di Città tra il sindaco di Bari Vito Leccese e Luigi De Laurentiis non c’è ancora nessuna certezza, né sui tempi, né tantomeno sulle modalità del faccia a faccia. «Spero che in queste ore ci si possa incontrare e che la società possa illustrare al sindaco e alla città come si intende andare avanti», ha dichiarato Leccese, nel corso di un’intervista a Barinews. «È un problema di trasparenza, perché è sulla conoscenza che si fonda il reciproco affidamento».
Il nuovo affondo
Stavolta il primo cittadino di Bari ha messo nel mirino le dichiarazioni sulla multiproprietà di Mattia Grassani rilasciate sabato, nel corso di un convegno all’Università Aldo Moro, che ha visto tra i relatori il noto legale bolognese. «Proprio per questo ho scritto una lettera-appello ai candidati alla presidenza della Figc, Abete e Malagò, chiedendo loro un impegno al rispetto della norma per evitare proroghe e che si vada nella direzione auspicata da Grassani», ha rivelato Leccese.
Grassani aveva definito «anacronistici» i limiti (temporali e di parentela fino al quarto grado) sulla multiproprietà, dicendosi sicuro che «la riforma sarebbe stata inserita nell’agenda del nuovo presidente della Federcalcio». «Reputo quelle parole una provocazione fatta nella città di Bari», ha tuonato il sindaco. «Grassani ha esordito alla stampa dicendo che non avrebbe parlato del Bari, ma poi – ha osservato Leccese – è entrato nel merito della norma, preludendo l’ipotesi di una riforma. Tutti ritengono che sia impossibile, ma avendolo detto il legale di diritto sportivo che cura gli interessi calcistici di Aurelio De Laurentiis, è preoccupante».
Il bando
Mentre prosegue l’iter della gara, alla quale è stata ammessa solo la Ssc Bari, c’è attesa per la firma di Leccese sulla disponibilità dello stadio San Nicola chiesta dal club biancorosso per completare l’iscrizione entro il 16 giugno. Per il momento l’ex dg del Comune di Bari non cambia idea. «C’è l’ipotesi di non concedere lo stadio e di lavorare su altre soluzioni. Se non dovessi firmare la Ssc Bari può continuare a vivere utilizzando altri impianti», ha ribadito, evidenziando come tuttavia «non si possa buttare tutto a ramengo. Vediamo, io devo pretendere delle cose», l’annuncio.
L’obiettivo
La vera partita secondo Vito Leccese è infatti la battaglia sul rispetto della norma che prevede a partire dal 1° luglio 2028 il divieto assoluto di multiproprietà nel calcio professionistico. Regola che potrebbe essere messa però in discussione proprio dal nuovo corso della Ferdercalcio dopo l’addio di Gravina, l’uomo che aveva introdotto lo stop già nel 2024, prima della proroga di altri quattro anni. «I De Laurentiis saranno costretti a vendere entro due anni. Dobbiamo tutti insieme pretendere con forza, gettando il cuore oltre l’ostacolo, il rispetto della dead-line. Deve essere un obiettivo condiviso da tutti. Solo così riusciremo a venir fuori da questa situazione, garantendo una prospettiva diversa al Bari. Da oggi ci devono dire che vogliono vendere, comunicandolo in modo trasparente alla città». Vito Leccese per dare forza al suo teorema è poi entrato nel merito anche di questioni prettamente tecnico-sportive. «Parlare oggi di ipotesi di nuovi acquisti, rafforzamento della squadra è solo una zuppa riscaldata. Perché abbiamo visto quali siano stati i risultati: mi è sembrato che anche nei playout non ci fosse mordente e carica agonistica per vincere».
I concerti
Sotto traccia restano attive invece le interlocuzioni tra Palazzo di Città e Ssc Bari sull’organizzazione dei cinque appuntamenti in programma tra giugno e luglio, confermati a fronte dell’applicazione in anticipo delle tariffe già inserite nella futura concessione, che prevedono un corrispettivo di 300mila euro da versare nelle casse comunali. «Non credo che questa decisione sia stata presa benissimo dalla Ssc Bari. Da sindaco devo tener conto del sentimento della città, ma anche comportarmi da amministratore che non deve arrecare danni d’immagine alla città».
