Il sindaco di Bari si aggiudica il primo round del braccio di ferro con la Ssc Bari sulla gestione del «San Nicola». Vito Leccese, come promesso nelle sue numerose uscite pubbliche e soprattutto nelle missive inviate a Luigi De Laurentiis, non ha firmato il documento di via libera per la disponibilità dello stadio che la società avrebbe dovuto presentare entro ieri alla Lega Pro. Chiuso il primo atto, ora l’orizzonte da rispettare è quello del 16 giugno, termine ultimo per presentare tutto l’incartamento sull’iscrizione al prossimo campionato.
La partita
Viaggia su due binari paralleli. Da un lato c’è l’autorizzazione all’uso, per il momento negata. Dall’altro c’è l’iter della gara per la concessione quinquennale che vede come unico soggetto ammesso proprio la Ssc Bari. La palla è nelle mani della commissione nominata per valutare la conformità della proposta ai requisiti del bando. Il piano presentato dal club difficilmente potrà mostrare delle ombre. Per questo l’amministrazione comunale, che aveva affidato a un tecnico esterno la redazione del piano economico finanziario, dovrà battere altre strade per provare a sbarrare la strada a De Laurentiis.
Per il momento resta molto in salita la strada dell’autotutela invocata soprattutto dalle opposizioni. «Va valutata sul piano tecnico-giuridico, non politico» ha chiarito ieri Leccese nel corso di un’intervista a Telebari. «Non abbiamo redatto un bando ad personam, era aperto a tutte le imprese che mostrassero i requisiti richiesti. Mi aspettavo una platea larga di partecipanti». Il primo cittadino ha annunciato che dal Consiglio comunale potrebbero arrivare delle indicazioni sulla delicatissima questione che riguarda il presente e il futuro del «San Nicola» e del Bari calcio. Tradotto, non è da escludere che l’esito della procedura, seppur in «stato avanzato» e legato all’esame della commissione, non sia così scontato. Ma che succederebbe se saltasse il banco? Il sindaco ha messo sul tavolo le altre due ipotesi fissate dalla legge per gli impianti pubblici come lo stadio: una gestione diretta oppure attraverso una società «in house», come la Multiservizi. L’elemento di certezza è che domani scadrà l’attuale concessione del «San Nicola» alla Ssc Bari. Dal primo giugno si andrà dunque in proroga, in attesa dell’esito della procedura di gara e del possibile intervento del Consiglio comunale.
Il futuro del Bari
L’obiettivo di Leccese è mettere con le spalle al muro la famiglia De Laurentiis affinché chiarisca le sue intenzioni in vista del divieto di multiproprietà in vigore dal luglio 2028. «Ho spiegato a chiarissime lettere che a nessuno è consentito mancare di rispetto alla città, alle istituzioni e a tutta la comunità. Non sono io che pretendo che la squadra venga venduta. Lo dicono le norme federali. È un atto di trasparenza nei confronti della città far sapere cosa intendono fare» ha ribadito il sindaco, evidenziando ancora come «le dichiarazioni di Aurelio De Laurentiis del 2025 siano state offensive e umilianti. Bari non può essere trattata come la squadra accessoria del Napoli. È offensivo».
Il sindaco intermediario
Leccese ha ricordato di «aver incontrato 2-3 volte De Laurentiis negli ultimi mesi» e che lo stesso gli abbia «sempre garantito che fossero in corso trattative con un fondo americano e con un gruppo canadese» (in merito al secondo il club biancorosso attenderebbe ancora un’offerta dopo le tante call degli ultimi mesi). Il primo cittadino ha poi rivelato l’esistenza di altri soggetti interessati al Bari. «Negli ultimi tempi ci sono state richieste di informazioni da parte di alcuni gruppi imprenditoriali, ma per questioni di riservatezza preferisco non fare nomi. Spero diventino presto manifestazioni di interesse. Evidentemente c’è un interesse vero rispetto alla città di Bari e alla sua squadra». All’ufficio del sindaco è giunta anche una telefonata da parte dell’ex patron della Sampdoria, Massimo Ferrero. «Non lo conosco, ha chiamato con insistenza la mia segreteria. Non ho avuto nessun tipo di rapporto, non ho risposto alla sua chiamata».
