Negare l’evidenza per anni al solo scopo di non pagare, o pagare il più tardi possibile. Una strategia ostruzionistica che questa volta è costata carissima a una compagnia assicurativa, condannata dal Tribunale di Bari non solo a risarcire la vittima, ma anche a pagare una sanzione extra per «lite temeraria».
La sentenza della terza sezione civile mette la parola fine a una vicenda iniziata il 25 agosto 2017 sulla Statale 16, all’altezza di Mola di Bari. Un 57enne in moto fu travolto da un autocarro durante una manovra di sorpasso azzardata, riportando lesioni di «eccezionale gravità».
Nonostante i rilievi delle forze dell’ordine, le perizie tecniche e persino l’ammissione di colpa del camionista, la compagnia assicurativa ha alzato un muro. Ha contestato la dinamica, rifiutato la negoziazione assistita e respinto ogni proposta di conciliazione. Il Tribunale ha smontato questa difesa, confermando la responsabilità esclusiva dell’autocarro. Il conto finale per l’assicurazione (in solido con conducente e proprietario del mezzo) è salato: 455mila euro per danni biologici, patrimoniali e spese processuali.
Ma la novità sta nella sanzione aggiuntiva. Il giudice ha condannato la società a pagare ulteriori 15mila euro per il comportamento processuale, definito «connotato da reiterata e immotivata opposizione». Secondo la sentenza, la resistenza dell’assicurazione non aveva basi giuridiche, ma era finalizzata unicamente a «procrastinare il soddisfacimento del credito, con aggravio ingiustificato dei tempi e dei costi a danno del danneggiato».










