«Giù le mani dalla Polizia locale di Bari». Questa la richiesta unanime arrivata dall’assemblea del personale del corpo di polizia, riunitosi ieri a Palazzo di Città. Un segnale di forte indignazione lanciato da chi si è sentito abbandonato ed esposto pubblicamente a seguito delle risultanze della Commissione ministeriale di accesso.
Lo stato di agitazione
«Un’indagine avviata sotto la minaccia dello scioglimento del Consiglio comunale e conclusasi con provvedimenti di portata limitata, il cui impatto appare tuttavia profondamente ingiusto e sbilanciato», fanno sapere le sigle di rappresentanza Cisl Fp, Uil Fpl, Csa e Sulpl. Si tratta di provvedimenti che, «pur preservando la reputazione della classe politica e del management – spiegano i sindacati – colpiscono nove lavoratori, contestando loro situazioni di natura marginale, prive di qualsiasi rilevanza penale, risalenti a decenni fa o addirittura a periodi antecedenti alla loro assunzione e, in alcuni casi, prive perfino di imputazioni precise».
Di fronte a questa «evidente disparità di trattamento», dunque, il personale della Polizia locale di Bari rivendica rispetto, tutela e trasparenza, «affinché non siano i lavoratori a pagare il prezzo di una vicenda dai contorni ancora tutti da chiarire».
Al termine dei lavori è stato inoltre chiesto che venga proclamato lo stato di agitazione e si avviino le procedure necessarie per indire uno sciopero.