Da ieri mattina, un simbolo universale colora gli ingressi dei nidi e delle scuole d’infanzia comunali di Bari. Su iniziativa dell’assessore alla Conoscenza, Vito Lacoppola, sono state distribuite ed esposte le bandiere della pace. Non un semplice gesto decorativo, ma un atto educativo preciso rivolto ai più piccoli, per contrastare la “normalizzazione” della guerra che passa attraverso tv e social.
L’iniziativa nasce in un anno, il 2026, carico di significati storici. Come ricorda l’assessore nella lettera inviata a educatori e famiglie, quest’anno si incrociano due anniversari fondamentali: gli 80 anni della Repubblica Italiana, fondata sul ripudio della guerra, e gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia e uomo del dialogo. «Due ricorrenze lontane nel tempo, ma vicinissime nel messaggio», sottolinea Lacoppola.
Il cuore dell’appello è la responsabilità degli adulti. In un tempo in cui il conflitto è onnipresente nei notiziari, il rischio è che perda gravità agli occhi dei bambini. «La guerra non è mai normale – scrive l’assessore –. Quando viene raccontata senza filtri, rischia di diventare accettabile. Ecco perché la scuola deve ridare peso alle parole». Ogni aula diventa così un «laboratorio di cittadinanza», dove insegnare che esistono alternative alla violenza: l’ascolto e la cooperazione. Un seme piantato oggi per difendere il futuro di tutti.













