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Bari, la cardiochirurgia del pediatrico prende 90 punti su 100: il reparto è fermo da 4 anni

La relazione della performance del 2025 assegna un indice di risultato superiore a quello della rianimazione pediatrica

Bari, la cardiochirurgia del pediatrico prende 90 punti su 100: il reparto è fermo da 4 anni

C’è un numero che, letto accanto agli altri dati contenuti nella relazione sulle attività 2025 dell’azienda sanitaria, non può passare inosservato. È quel 90 su 100 assegnato alla cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale pediatrico «Giovanni XXIII» di Bari.

Un risultato che, sulla carta, certifica una performance molto elevata. Il problema è che quel reparto risulta chiuso da quattro anni e, nello stesso arco temporale, non ha ripreso l’attività chirurgica ordinaria.

La circostanza rende il dato particolarmente singolare. Anche il primario Gabriele Scalzo, secondo le informazioni riportate, nel corso del 2025 non avrebbe eseguito interventi chirurgici. Eppure, nella valutazione complessiva delle strutture, la cardiochirurgia pediatrica raggiunge un punteggio che la colloca ai vertici della graduatoria. Il confronto con un altro reparto dello stesso ospedale rende la questione ancora più evidente.

La rianimazione pediatrica, struttura chiamata quotidianamente a fronteggiare una consistente attività assistenziale e situazioni cliniche complesse, si ferma infatti a 87 punti. Tre punti in meno rispetto a una unità che, almeno per quanto riguarda l’attività chirurgica, non risulta operativa da anni. È proprio il raffronto tra questi indicatori a sollevare interrogativi sulla metodologia utilizzata per attribuire i punteggi.

Se una parte significativa della valutazione riguarda obiettivi, organizzazione, programmazione o parametri amministrativi. Ma resta da capire quanto un indice di performance possa rappresentare realmente l’efficienza di un reparto quando l’attività assistenziale che dovrebbe caratterizzarlo è sospesa.

La questione, dunque, non riguarda soltanto il valore di tre punti di differenza. Tocca un tema più ampio: quanto gli strumenti di valutazione siano capaci di fotografare la realtà quotidiana degli ospedali. Un indicatore, per essere credibile, dovrebbe consentire di distinguere tra una struttura impegnata ogni giorno nell’assistenza e una unità che, pur mantenendo una propria organizzazione e obiettivi gestionali, non svolge da tempo la funzione per la quale è stata istituita.