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Ampliamento della Rssa di Altamura, a giudizio tre dipendenti comunali e un imprenditore

Secondo l’accusa, i falsi pareri rilasciati dal Comune avrebbero consentito di autorizzare una capacità ricettiva superiore a quella compatibile

Ampliamento della Rssa di Altamura, a giudizio tre dipendenti comunali e un imprenditore

Si chiude la fase delle indagini preliminari e si apre quella davanti al giudice per tre dipendenti del Comune di Altamura e per un imprenditore del posto, chiamati a comparire il prossimo 23 settembre davanti all’autorità giudiziaria per l’udienza pre-dibattimentale.

Al centro dell’inchiesta ci sarebbe una procedura amministrativa relativa all’autorizzazione per l’utilizzo di alcuni posti letto destinati all’accoglienza di persone anziane e, in particolare, di ospiti del Pronto intervento sociale del Comune. Secondo la ricostruzione investigativa, l’imprenditore avrebbe presentato all’amministrazione comunale una richiesta per poter destinare sette posti letto all’accoglienza di utenti del servizio sociale, all’interno di una struttura residenziale socio-sanitaria per anziani.

Sarebbe proprio nella documentazione prodotta a corredo dell’istanza che, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero state inserite dichiarazioni non corrispondenti ai requisiti richiesti per ottenere l’autorizzazione. Una circostanza che, sempre secondo la Procura di Bari, non si sarebbe fermata alla fase della presentazione della domanda.

Le presunte irregolarità avrebbero infatti trovato riscontro nell’attività dei tre dipendenti pubblici coinvolti nell’inchiesta, ai quali viene contestato di avere accolto e attestato, secondo l’accusa, la sussistenza di requisiti che non sarebbero stati effettivamente posseduti dalla struttura. È proprio sul rapporto tra la capacità ricettiva autorizzata e l’effettiva dotazione di personale che si concentra uno degli aspetti principali della vicenda.

In base agli elementi raccolti dagli investigatori, l’imprenditore, forte dei pareri espressi dagli uffici comunali, avrebbe ottenuto la possibilità di mettere a disposizione complessivamente 64 posti per i pazienti. Un numero che, secondo l’ipotesi accusatoria della Procura, sarebbe stato superiore alla capacità concretamente sostenibile sulla base dell’organico disponibile. La dotazione di operatori socio-sanitari della struttura, infatti, sarebbe stata sufficiente per garantire l’assistenza a un massimo di 52 ospiti.

Da qui il divario di dodici posti letto che costituisce uno degli elementi sui quali si sarebbe concentrata l’attività investigativa e che avrebbe contribuito a delineare l’ipotesi di irregolarità nella procedura amministrativa. L’inchiesta, conclusa la fase preliminare, approda ora davanti al giudice.

Il 23 settembre sarà quindi un primo passaggio processuale destinato a stabilire gli sviluppi della vicenda e le eventuali responsabilità dei quattro indagati. Sarà il successivo percorso giudiziario a consentire di verificare le contestazioni formulate dalla pubblica accusa e la loro consistenza alla luce delle difese degli interessati.

Per tutti gli imputati vale, naturalmente, il principio di presunzione di innocenza. Le contestazioni formulate dalla Procura rappresentano ipotesi accusatorie e dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria.