«Cresce il ricordo, fiorisce la speranza». È il messaggio inciso sulla targa che da questa mattina accompagna un giovane esemplare di Lagerstroemia a fiore bianco, piantato in piazza Cesare Battisti, nel cuore di Bari. Un gesto all’apparenza semplice, ma dal profondo valore simbolico: l’albero è dedicato a tutte le vittime pugliesi di mafia, un seme di memoria e responsabilità collettiva piantato nell’ambito del progetto “Piazza Idea – Liberi spazi di cittadinanza”.
L’iniziativa, inizialmente prevista per lo scorso 19 marzo e rinviata a causa del maltempo, è il frutto della sinergia tra le associazioni studentesche di Palazzo “Del Prete”, il coordinamento regionale di Libera Puglia e l’amministrazione comunale, in scia alla recente XXXI Giornata della memoria e dell’impegno.
Alla cerimonia hanno partecipato i referenti di Libera e i vertici cittadini. Il sindaco Vito Leccese ha voluto lanciare un monito chiaro alla città: «La nostra città vuole chiudere definitivamente i conti con il passato, con la Bari degli anni ’90 soffocata dalle logiche criminali, e fare in modo che quei tempi non ritornino più. Ma dobbiamo tenere alta la guardia, perché gli interessi economici delle mafie sono sempre dietro l’angolo, pronti a crescere in modo pericoloso. Per questo è necessario non dimenticare ciò che è accaduto in questa città, che ha pagato un tributo altissimo di vittime innocenti».
La “Camminata” interattiva e le 12 storie da non scordare
Oltre alla piantumazione dell’albero, la piazza è stata trasformata in un vero e proprio percorso civico interattivo con l’inaugurazione della Camminata della Legalità. Nelle aiuole sono stati installati dei paletti in materiale ecosostenibile dotati di QR-Code: basterà inquadrarli con lo smartphone per accedere a contenuti digitali che raccontano le storie spezzate di 12 vittime innocenti della mafia nel territorio barese.
I passanti potranno così conoscere e ricordare i volti e le vite di Giovanni Carnicella, Annarosa Tarantino, Antonella Lopez, Domenico Martimucci, Luigi Fanelli, Gaetano Marchitelli, Michele Fazio, Pasquale Ruffo, Giuseppe Mizzi, Flori Mesuti, Donato Boscia e Maria Colangiuli.
Una scelta logistica tutt’altro che casuale, come ha sottolineato l’assessore alla Legalità, Nicola Grasso: «Siamo di fronte alla sede della facoltà di Giurisprudenza. È importante per gli studenti avere davanti a sé un albero che rappresenti la memoria e vederlo crescere. Chi ha deciso di studiare diritto deve avere sempre presente che, nel nostro Paese, il diritto significa innanzitutto combattere la criminalità organizzata. Il diritto serve per aiutare i più deboli e garantire una vita dignitosa, rifiutando la violenza e la sopraffazione della cultura mafiosa».












