Categorie
Attualità Bari

Bari, il paradosso giudiziario del Petruzzelli: tre provvedimenti sul contenzioso Imu

Una vicenda giudiziaria che rischia di sembrare surreale ha visto come protagonisti gli eredi del Teatro Petruzzelli, coinvolti in una lunga e complessa battaglia tributaria iniziata nel 2022. In quegli anni, l’Agenzia delle Entrate notificò ai sei eredi cartelle esattoriali per il pagamento dell’Imu relativa all’area del teatro per gli anni che vanno dal 2016 al 2020, scatenando, immediatamente, da parte dei destinatari contestazioni e ricorsi.

Gli eredi, assistiti dall’avvocato Ascanio Amenduni, contestavano il pagamento sulla base di un principio semplice secondo il quale il Comune continuava a occupare e gestire il teatro attraverso la Fondazione Petruzzelli, impedendo, di fatto, agli eredi di percepire i canoni di locazione dell’immobile, nonostante una sentenza della Corte d’Appello civile del capoluogo pugliese, a fine novembre 2021, avesse riconosciuto loro la proprietà e condannato il Comune di Bari e la Fondazione Petruzzelli a rilasciare il bene. L’Ente «impositore» non poteva essere contemporaneamente anche l’ente «usurpatore» del bene, anche perché continuava a sostenere di essere lui il proprietario del teatro. Le stranezze, però, non si fermarono qui.

Dei sei ricorsi presentati da vari eredi, cinque furono assegnati alla settima sezione della Corte di Giustizia tributaria di primo grado, mentre uno soltanto, casualmente, finì alla seconda sezione della stesa Corte. La frammentazione dei procedimenti creò fin da subito una situazione anomala generando due percorsi giudiziari paralleli per questioni assolutamente identiche. Situazione che fu subito evidenziata e eccepita dell’avvocato Amenduni davanti ai giudici della settima sezione. Ma la sua richiesta di riunione rimase inascoltata. Così accadde che nel 2023 arrivarono due provvedimenti di segno opposto.

Quello della settima sezione rigettava il ricorso di cinque eredi, stabilendo l’obbligo di pagamento dell’Imu, ma riconoscendo la loro buona fede e annullando le sanzioni accessorie. La seconda sezione, invece, sempre su richiesta dell’avvocato Amenduni sospendeva il giudizio del singolo erede ricorrente in attesa del pronunciamento della Corte di Cassazione sulla definitiva attribuzione della proprietà del teatro. Un vero paradosso giudiziario. L’avvocato Amenduni propose appello alla sentenza della settima sezione e a metà gennaio 2026 è arrivato un sorprendente ribaltone.

La Corte tributaria di secondo grado del capoluogo pugliese ha dichiarato nulla la sentenza di primo grado, stabilendo che tutti i in questione procedimenti avrebbero dovuto essere preventivamente riuniti, come aveva sostenuto dal primo momento la difesa dei ricorrenti. La decisione garantisce ora una soluzione unitaria e coerente della problematica anche se somigli un po’ al gioco dell’oca facendo ritornare l’esame al punto di partenza evocando un vecchio adagio secondo la cui parafrasi: «chi di mancata riunione ferisce di forzata riunione perisce».

Questa vicenda mette in luce alcune criticità del sistema della giustizia tributaria con procedimenti connessi che vengono trattati separatamente e con i contribuenti che ne pagano ingiustamente le spese sotto forma di lungaggini e complicazioni evitabili. La riunione di tutti i procedimenti coinvolti permetterà finalmente la definizione della questione in un unico contesto con un esame complessivo delle cartelle e della posizione di tutti gli interessati. Il caso assume anche una rilevanza simbolica per la città.

Il Teatro Petruzzelli, oltre a essere uno dei principali luoghi di cultura di Bari, diventa metafora della difficoltà di un recupero della razionale normalità amministrativa, smarritasi nel labirinto giudiziario. La concentrazione dei ricorsi imposta dal giudice tributario di secondo grado rappresenta un passo fondamentale verso una risoluzione chiara, unitaria e definitiva. Oltre all’aspetto tecnico-legale, la vicenda ha suscitato interesse tra cittadini e operatori del settore, evidenziando quanto sia importante il coordinamento tra le sezioni della giustizia tributaria per evitare paradossi e duplicazioni di provvedimenti. Il caso Petruzzelli, dunque, si conferma non solo come una questione di proprietà e tasse, ma anche come simbolo di un sistema giudiziario da razionalizzare.

Lascia un commento Annulla risposta

Exit mobile version