Il Piano urbanistico generale (Pug) della città di Bari, quello che sostituirà il vigente Piano Quaroni, datato 1976, potrebbe vedere la luce nei prossimi mesi dell’anno. Il documento di indirizzo che lo accompagna è stato già presentato ai gruppo consiliari e portato in giunta il 9 aprile scorso. Ora l’assessora alla Rigenerazione urbana e sociale, Giovanna Iacovone sta portando il documento nei Municipi per illustrarlo, ma soprattutto per ascoltare i cittadini, raccogliere idee, proposte, obiezioni. Il nuovo Pug ridisegna Bari e lo fa in base a una serie di criteri che le città moderne devono osservare, tenendo presente le trasformazioni in atto e il cambiamento climatico.
Assessora allora il tour nei Municipi sta per terminare?
«Sì domani (oggi, ndr) illustriamo il documento nel Municipio 1. Quell’atto di indirizzo non è solo un atto meramente politico, ma si porta dietro tutti i documenti che dal 2007 ad oggi sono stati prodotti. Tutto il lavoro fatto dai progettisti che sostanzialmente avevano realizzato sia il piano strutturale che il piano programmatico, noi li abbiamo collegati, li abbiamo messi a sistema insieme a tutte le altre infrastrutture che nel frattempo sono state approvate o addirittura progettate tra cui per esempio la “camionale”, una serie di lavori avviati grazie al Pnrr, il Brt».
Ma è una partecipazione prevista per legge?
«No, questa è una cosa che stiamo facendo volontariamente. La legge prevede la partecipazione dopo l’adozione del Pug e noi non l’abbiamo adottato, abbiamo semplicemente approvato in giunta il documento di indirizzo, quel piano prevede una regolamentazione soltanto sul piano tecnico, ma manca di anima, cioè della volontà, dei bisogni dei cittadini che noi stiamo chiamando adesso ad evidenziare».
Assessora ci sono tre concetti fondamentali cui ormai si ispirano le più moderne città in Europa, per esempio Barcellona, ma anche in Italia e sono: depavimentazione, rinaturalizzazione degli spazi pubblici e rifugi climatici. Il nuovo Pug sarà animato da questi principi o potremo vederli realizzati anche prima?
«Sicuramente sì, già con Costa Sud stiamo facendo esattamente questo. Stiamo provvedendo a depavimentare, a rinaturalizzare una serie di cose».
Fra l’altro nel documento di indirizzo al Pug si parla di Bari-città paesaggio.
«Città paesaggio che non è un punto di vista estetico, ma funzionale alla vita dei cittadini e delle cittadine considerando il cambiamento climatico. È anche il paesaggio della vita quotidiana, in base alla convenzione sul paesaggio di Firenze».
E poi c’è sempre il Pptr (Piano paesaggistico territoriale regionale) da rispettare.
«Il Pptr noi lo stiamo recependo obbligatoriamente, fa parte del piano strutturale».
La crisi climatica, il caldo colpisce di più chi è più povero.
«Il cambiamento climatico aumenta le disuguaglianze, pensiamo a quelli che non si possono permettere di andare in vacanza e si devono subire il caldo della città e già questo aumenta proprio la percezione della disuguaglianza, per accennare soltanto alle grandi migrazioni climatiche, da un continente all’altro».
Ma questa idea di depavimentare, di rimuovere superfici impermeabili e di trasformarle in permeabili, aree verdi, ombreggiate, creare rifugi climatici, piace ai costruttori baresi?
«Non lo so se piace, ma un imprenditore che abbia veramente a cuore la città e la vita delle persone non può non avere un occhio di riguardo per la depavimentazione. Noi la stiamo prevedendo non soltanto nel Pug. Stiamo pretendendo nei titoli abilitativi che stiamo rilasciando, ancora conformi al piano regolatore vigente, che depavimentino. Depavimentazione siginifica verde e realizzazione delle strade in modo diverso, appunto, con materiale drenante e poi giardini, i viali, i cortili delle scuole che spesso sono di catrame nero che emana calore. Stiamo prevedendo adesso anche con “Bari rigenera con cura” che anche i privati nel momento in cui progettano non soltanto le aree che cedono a noi, ma le loro, le facciano con materiale che sia assolutamente drenante».
C’è da fare una mappatura prima?
«Una mappatura georeferenziata di tutte quelle che sono le superfici impermeabili, delle aree pubbliche asfaltate, quelle cementificate, dei parcheggi che sono troppo grandi. Vorrei cominciare dalle scuole, dai cortili scolastici che sono pavimentati con materiale assolutamente impermeabile».
Queste operazioni possono partire anche prima dell’approvazione del Pug?
«Questa cosa partirà subito perché lo abbiamo ridefinito, proprio nella riunione di una settimana fa fatta con il sindaco, in cui abbiamo rifatto il riequilibrio di bilancio. Abbiamo dato indicazioni al direttore generale e agli uffici perché i lavori di manutenzione vadano nel senso della depavimentazione. Abbiamo stanziato 8 milioni e 700 mila euro per manutenzione di strade marciapiedi e 200mila euro specifici per la depavimentazione, come voce di bilancio. La manutenzione andrà fatta anche nel senso della rigenerazione e della depavimentazione. Prevediamo inoltre l’istituzione di una rete comunale di rifugi climatici».
Per il Pug che tempi si prevedono?
«Vorrei adottarlo entro l’anno».
