A strettissimo giro. È l’informazione non ufficiale che trapela dalla Ssc Bari sui tempi dell’atteso incontro tra il sindaco Vito Leccese e Luigi De Laurentiis. Nonostante non sia stata inoltrata alcuna comunicazione a Palazzo di Città, la sensazione è che forse già domani possa essere la giornata buona per il faccia a faccia.
Il tavolo è stato chiesto con insistenza dal primo cittadino al massimo dirigente del Bari per avere chiarimenti sul futuro della società, alla luce dell’approssimarsi dell’1 luglio 2028, data che sancirà l’entrata in vigore del divieto di multiproprietà nel calcio professionistico. Sullo sfondo tuttavia cresce l’ipotesi di una riforma della Figc, come rivelato apertamente sabato scorso dall’avvocato Mattia Grassani, nel corso di un convegno sul tema all’Università di Bari.
Di fatto l’allarme sta suonando da tempo e il rischio di un’ennesima clamorosa beffa per la comunità calcistica barese è enorme, soprattutto in vista dell’elezione del nuovo presidente della Federcalcio. Non a caso Vito Leccese ha già scritto in via ufficiale una lettera ai due candidati Malagò e Abete, chiedendo che la norma attualmente in vigore non venga modificata. A Palazzo di Città peraltro si valuta di sollecitare anche il ministro allo Sport Abodi. E non è affatto da escludere che nei prossimi giorni vengano intraprese anche iniziative parlamentari da parte di deputati e senatori pugliesi.
Il nodo stadio
Dopo aver sondato il «D’Angelo» di Altamura la Ssc Bari ha chiesto al Comune di Monopoli la disponibilità anche del «Veneziani» (interessato da lavori di ristrutturazione). Si tratta di un passaggio propedeutico all’iscrizione, all’atto della quale bisognerà indicare l’impianto sportivo sede delle partite casalinghe. Le interlocuzioni degli ultimi giorni con amministrazioni comunali della provincia danno la misura del livello di scontro che si è aperto da tempo con il sindaco Leccese che, in attesa dell’espletamento della gara, ha negato alla società biancorossa l’uso del «San Nicola».
