«Serve una riforma completa dell’assistenza territoriale che concretizzi rapidamente quanto previsto da tutto l’impianto normativo post Covid rimasto sostanzialmente fermo. L’Italia non può andare avanti con un Sistema sanitario nazionale (Ssn) concepito cinquanta anni fa con una popolazione nettamente più giovane. Occorrono più risorse e spese bene». È quanto chiede in un lungo post pubblicato sui social, Danny Sivo, direttore sanitario del Policlinico di Bari commentando le difficoltà e i disagi che in questi giorni, si registrano nei Pronto soccorso a causa di picchi influenzali.
«Sono giorni difficili ma trovo ingiusto che la discussione si incentri sul disservizio legato al sovraffollamento senza farsi domande sulle ragioni stesse del sovraffollamento», continua Sivo evidenziando che «Asl e Policlinici hanno assorbito di fatto le attività di tipo territoriale o dei cosiddetti medici di famiglia».
«Se tutti allora vanno al Ps (perché non c’è alternativa) – evidenzia – non c’è nessuna organizzazione che possa tenere e si rischia il tilt. So che anche i medici di Medicina generale sono oberati ma ritengo che quel modello di convenzione con il Ssn abbia fatto il proprio tempo e che sia giusto e non più rinviabile un maggiore coinvolgimento degli stessi nella rete assistenziale», sottolinea ancora, chiedendo alla «politica di decidere che vengono prima gli interessi dei pazienti e solo dopo quelli dei dipendenti».
Sivo riflette anche sulle strutture private convenzionate che «fanno attività con soldi pubblici senza accollarsi anche l’emergenza urgenza: è una cosa assurda». «Le Asl e i Policlinici devono assistere tutti mentre al privato viene consentito di scegliersi i pazienti più remunerativi in nome del profitto con soldi pubblici – conclude – Diano una mano anche loro».










