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Bari, convivenza tra taxi e Brt: dopo l’ok ministeriale si attende quello del Comune

Il nodo sull’utilizzo delle nuove corsie del Bus rapid transit (Brt) finisce al centro delle richieste dei tassisti baresi che dopo aver incassato l’ok dal Mit (Ministero di infrastrutture e Trasporti) si aspettano ora la luce verde del Comune di Bari. L’Usb Taxi di Bari chiede infatti certezze: i taxi potranno continuare a utilizzare le…
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Il nodo sull’utilizzo delle nuove corsie del Bus rapid transit (Brt) finisce al centro delle richieste dei tassisti baresi che dopo aver incassato l’ok dal Mit (Ministero di infrastrutture e Trasporti) si aspettano ora la luce verde del Comune di Bari. L’Usb Taxi di Bari chiede infatti certezze: i taxi potranno continuare a utilizzare le corsie riservate al nuovo sistema di trasporto pubblico locale oppure ne resteranno esclusi, causando disagi?

Una risposta che, per il sindacato, è ormai urgente, perché i cantieri avviati in città stanno già riducendo gli spazi di manovra rallentando pesantemente un servizio che punta tutto su rapidità e continuità. In caso contrario i vertici sindacali cittadini dell’Usb Taxi, Vittorio Pantaleo e Filippo Romano, e l’associazione «Taxi Bari», col presidente Alessandro Di Bari, si dicono pronti a scendere in piazza per ottenere risposte e condizioni soddisfacenti.

La situazione attuale

Nel centro di Bari, infatti, i tassisti possono attualmente contare su sei corsie condivise con i bus di linea. Ma con l’avanzamento dei lavori propedeutici al Brt, secondo Usb Taxi, le corsie realmente disponibili sono scese a tre, con un impatto evidente sulla circolazione e sui tempi di percorrenza. Da qui l’iniziativa del sindacato di rivolgersi direttamente al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per sciogliere il dubbio che, fino a oggi, sarebbe stato sollevato dall’amministrazione comunale: l’eventuale impossibilità normativa di far convivere taxi e Brt sulle stesse corsie.

La risposta arrivata dal Mit viene definita «decisiva» dall’Usb: «La normativa attualmente in vigore non impedisce la condivisione delle corsie Brt con i veicoli del servizio pubblico di piazza (Taxi)». Un chiarimento che, pur ribadendo la competenza finale degli enti locali, aprirebbe la strada a una scelta «inclusiva» da parte del Comune. Il sindacato cita anche il caso di Trieste, indicato come esempio virtuoso di convivenza tra Brt e taxi, in grado di migliorare la fluidità del traffico e garantire un servizio più efficiente ai cittadini.

La necessità

I delegati sindacali Filippo Romano e Vittorio Pantaleo parlano di un passaggio cruciale: «Escludere i taxi dalle corsie Brt significa penalizzare l’utenza e congestionare inutilmente il traffico cittadino». L’Usb Taxi ha già inviato la documentazione al sindaco Vito Leccese e all’assessore alla Mobilità e ai Lavori pubblici Domenico Scaramuzzi, chiedendo una determina che autorizzi ufficialmente l’accesso dei taxi alle future corsie Brt.

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