Doveva essere una serata semplice tra genitore e un figlio minorenne, una pizza insieme per recuperare il tempo perso. Invece, si è trasformata in un nuovo capitolo di una separazione già complessa.
Protagonista un uomo barese, padre di due figli, che dopo la fine del matrimonio, qualche anno fa, aveva scelto di trasferirsi in Svizzera per lavorare nell’edilizia, mantenendo però un rapporto con i figli così come regolato dal tribunale di Bari.
Il giudice aveva stabilito l’affidamento condiviso, con collocamento prevalente presso la madre, lasciando al padre la possibilità di vedere il figlio minore ogni volta che rientrava in Italia, purché con preavviso. Un calendario flessibile, dettato dalle esigenze lavorative dell’uomo all’estero, e accompagnato dall’obbligo per entrambi i genitori di favorire il più possibile i contatti.
Negli ultimi mesi, però, la situazione è cambiata drasticamente. All’uomo è stata diagnosticata una maculopatia congenita all’occhio destro che lo ha reso inabile al lavoro secondo le autorità sanitarie elvetiche. Una condizione che lo ha costretto a lasciare l’impiego e a chiedere, tramite i suoi legali, Carlomaria Venisti Colonna e Ascanio Amenduni, la revisione dell’assegno di mantenimento.
Proprio questo passaggio avrebbe inasprito i rapporti con l’ex compagna di vita. Lo scorso fine settimana, come previsto dalle disposizioni del tribunale, il padre ha comunicato il suo rientro in Italia e l’intenzione di trascorrere qualche ora con il figlio.
Padre e ragazzo si erano già accordati per uscire insieme. Ma poco prima dell’incontro, però, è arrivato un messaggio destinato a cambiare tutto: «Non puoi vedere tuo figlio perché sei invalido». Parole che, secondo il racconto dell’uomo, lo avrebbero profondamente umiliato, oltre a impedire di fatto l’incontro. Nonostante i tentativi di chiarimento, nei quali il padre spiegava di avere problemi solo a un occhio e di essere perfettamente in grado di gestire il tempo con il figlio, la serata è saltata. A rimetterci, oltre al genitore, è stato anche il minore, privato di un momento atteso.
La denuncia
L’uomo si è, quindi, rivolto ai carabinieri, denunciando l’accaduto. Ora la vicenda potrebbe avere sviluppi, anche, in sede giudiziaria, con possibili ripercussioni sull’affidamento e sull’organizzazione dei rapporti familiari, oltre che un possibile risvolto da parte del tribunale dei minorenni che potrebbe essere chiamato a intervenire sulla tutela del diritto del minore di vedere e incontrare il padre.