Il futuro amministrativo del Teatro Petruzzelli torna al centro dell’attenzione. Nei giorni scorsi gli eredi dello storico politeama barese hanno inviato un’istanza formale al Suap del Comune di Bari per conoscere se, alla luce della sentenza di secondo grado che ha riconosciuto la proprietà ai privati e dopo i fatti di Crans Montana, sussistano tutte le autorizzazioni – anche sotto il profilo urbanistico – necessarie all’esercizio dell’attività teatrale. Una richiesta circostanziata, che chiama in causa non solo gli aspetti proprietari ma anche la piena conformità amministrativa della struttura. Nelle ultime ore, però, la pratica è stata trasmessa dal dirigente del servizio, Michele Cassano, alla Prefettura di Bari.
Un passaggio che non è passato inosservato e che, secondo alcuni osservatori, avrebbe il sapore di uno «scarico» di responsabilità, con una possibile chiamata in causa dell’organo territoriale del Governo. Il nodo riguarda la verifica delle autorizzazioni vigenti, comprese quelle urbanistiche, alla luce del mutato quadro giuridico determinato dalla pronuncia di secondo grado.
Gli eredi intendono accertare che l’attività teatrale si svolga nel pieno rispetto delle normative e delle competenze amministrative, evitando zone d’ombra che potrebbero aprire nuovi fronti di contenzioso. Dal Comune, al momento, nessuna presa di posizione ufficiale sul merito della questione. L’inoltro alla Prefettura viene letto come un atto di prudenza istituzionale, volto a coinvolgere l’autorità competente in materia di ordine e sicurezza pubblica e a garantire un coordinamento tra enti.
La vicenda riaccende i riflettori su uno dei simboli culturali della città, già al centro negli anni di complesse vicende giudiziarie e amministrative. Oggi, a distanza di tempo, la partita si gioca sul terreno delle autorizzazioni e delle competenze, in un intreccio tra diritto di proprietà e regolarità dell’esercizio. In attesa di eventuali riscontri dalla Prefettura, resta un interrogativo che attraversa Palazzo di Città e ambienti culturali: chi deve certificare, in via definitiva, la piena legittimità dell’attività del Petruzzelli?