Un flash mob per ricordare all’amministrazione di rispondere sulla questione della realizzazione del centro di raccolta rifiuti previsto su via Papalia, nel quartiere Japigia. Questa è l’idea che arriva dal comitato di residenti Bari Sostenibile, da sempre contrario alla realizzazione dell’opera in quella zona e che dall’ultimo incontro con il sindaco Vito Leccese avvenuto a inizio gennaio non ha saputo più nulla.
Così, adesso l’intenzione del comitato è quella di protestare affinché qualcosa si smuova. Il referente di Bari sostenibile Claudio Altini ha spiegato che la preoccupazione è che «tutto questo tempo trascorso possa essere utilizzato per prendere tempo e far passare tutto nel dimenticatoio». Quindi, il comitato ha fatto sapere che «se non si avranno risposte nella prossima settimana, saremo pronti a un’azione dimostrativa. Via Papalia non può attendere ancora».
L’opera e i precedenti
Si tratta di un intervento del valore di 1,3 milioni di euro. Il centro di conferimento si estenderà per 6 mila metri quadri. All’interno, dove sarà possibile conferire ingombranti e rifiuti differenziati di ogni genere, il progetto prevede anche la realizzazione di punti di sosta per biciclette e auto, con una zona dedicata alle macchine elettriche, degli uffici accettazione dell’Amiu e di un centro ludico-didattico. Fin dall’inizio l’opera non ha convinto i residenti che hanno da subito creato un comitato per poter dialogare più facilmente con l’amministrazione.
I residenti contestano la posizione del centro che sarebbe in una zona particolarmente trafficata e il centro stesso porterebbe a un aumento di mezzi pesanti. Inoltre, il timore è che possano arrivare rumori e odori importanti tali da peggiorare la qualità della vita nel quartiere.
Infine, secondo i residenti prima in quell’area sarebbe dovuta sorgere un’area di sosta con alberature. A gennaio, i cittadini hanno presentato le loro perplessità al sindaco che aveva dichiarato: «Sulla base delle istanze emerse, avvieremo un’attenta riflessione e procederemo con gli opportuni approfondimenti tecnici». Ora, i residenti vogliono avere risposte.