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Bari, centro città ostaggio dei rifiuti ingombranti: commercianti e residenti lamentano degrado e cattivi odori

Materassi, vecchi mobili e biciclette accatastati accanto ai cassonetti, vecchi divani lasciati sul marciapiede come se fossero invisibili, ante di armadi appoggiate ai muri dei palazzi storici. Nel cuore di Bari l’emergenza rifiuti ingombranti torna a farsi sentire e a indignare residenti e commercianti. Non si tratta di discariche abusive in periferia, ma di abbandoni…
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Materassi, vecchi mobili e biciclette accatastati accanto ai cassonetti, vecchi divani lasciati sul marciapiede come se fossero invisibili, ante di armadi appoggiate ai muri dei palazzi storici. Nel cuore di Bari l’emergenza rifiuti ingombranti torna a farsi sentire e a indignare residenti e commercianti.

Non si tratta di discariche abusive in periferia, ma di abbandoni in pieno centro cittadino, a pochi passi da vie dello shopping e piazze frequentate ogni giorno da centinaia di persone. Il copione si ripete con inquietante regolarità: durante la notte qualcuno scarica mobili, elettrodomestici fuori uso, sedie rotte e perfino sanitari proprio accanto ai contenitori dei rifiuti urbani. Un gesto che trasforma in poche ore angoli eleganti in scenari di degrado.

Al mattino, tra turisti e lavoratori diretti in ufficio, lo spettacolo è sempre lo stesso: cumuli di oggetti abbandonati che ostruiscono i passaggi e deturpano l’immagine della città. Eppure il servizio di ritiro gratuito su prenotazione e i centri comunali di raccolta sono attivi da tempo. Conferire correttamente un frigorifero o un materasso richiede una telefonata o la consegna presso le isole ecologiche. Ma c’è chi sceglie la scorciatoia dell’illegalità, evitando attese e responsabilità.

Un comportamento che ha costi economici e ambientali: la rimozione straordinaria degli ingombranti incide sulle casse pubbliche e sottrae risorse ad altri servizi. «Non è possibile assistere ogni settimana alla stessa scena», racconta un commerciante del centro. «I clienti entrano in negozio lamentandosi dell’odore e dell’immagine di abbandono».

Anche i residenti parlano di una situazione che si ripresenta ciclicamente, soprattutto nei fine settimana, quando i controlli sembrano più difficili. Dal Comune fanno sapere che i monitoraggi sono stati intensificati e che l’abbandono di rifiuti è punito con sanzioni salate. Non si esclude il ricorso alle foto trappole nelle zone più colpite. L’obiettivo è individuare i responsabili e stroncare una prassi che rischia di diventare normalità. Il danno, però, non è solo estetico. I materiali lasciati all’aperto possono rappresentare un pericolo per la sicurezza, specie quando contengono parti metalliche o vetri.

Senza contare l’effetto emulativo: un mobile abbandonato ne richiama un altro, in un’escalation che in poche ore moltiplica il degrado. Il paradosso è evidente: mentre si moltiplicano campagne sulla sostenibilità e sulla raccolta differenziata, c’è ancora chi ignora le regole basilari della convivenza civile. E così il centro di Bari, cartolina turistica e cuore economico del capoluogo, si ritrova ostaggio dell’inciviltà di pochi. Una sfida che chiama in causa controlli, sanzioni ma anche senso civico, perché la qualità della vita urbana passa anche – e soprattutto – dal rispetto degli spazi comuni. Un mal vezzo che va oltre la normale decenza civica di chi ignora le regole di base del vivere civile.

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