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Bari, case vendute in poche ore dopo gli “open day”: trattative chiuse in tempi record

Open day affollati, file per visitare appartamenti ristrutturati nel cuore della città, offerte che si susseguono nell’arco di poche ore. Poi, quasi all’improvviso, l’annuncio scompare: immobile non più disponibile. A Bari il fenomeno delle compravendite lampo sta attirando l’attenzione di addetti ai lavori e cittadini, soprattutto quando le trattative vengono chiuse in tempi record da avvocati muniti di deleghe ad acquistare per conto terzi. Il meccanismo si ripete con frequenza. L’agenzia immobiliare organizza la giornata di visite, raccoglie manifestazioni di interesse, talvolta più proposte. Ma prima ancora che le famiglie possano completare verifiche o ottenere una delibera bancaria, l’immobile risulta già opzionato e rogitato.

A firmare, spesso, non è l’acquirente finale ma un professionista che agisce per conto di soggetti non immediatamente visibili. Nulla di illecito, di per sé: la legge consente l’acquisto tramite delega. Tuttavia, la concentrazione di operazioni chiuse in modo fulmineo e con disponibilità economiche immediate alimenta interrogativi. Nel settore immobiliare, da sempre, il mattone rappresenta uno dei canali privilegiati per investire e, talvolta, ripulire capitali.

E c’è chi, tra gli operatori, non esclude che dietro alcune operazioni possa celarsi l’interesse della malavita locale a reinvestire liquidità in beni solidi e difficilmente tracciabili nel loro utilizzo finale. Il mercato barese, negli ultimi anni, ha registrato un aumento dei valori soprattutto nelle zone centrali e nei quartieri oggetto di riqualificazione. La forte domanda, unita alla scarsità di offerta di qualità, crea terreno fertile per chi può muoversi senza bisogno di mutui e con pagamenti immediati. In questo scenario, le famiglie e i giovani acquirenti rischiano di restare schiacciati da una concorrenza impari.

Al momento non risultano inchieste specifiche collegate agli open day, ma il fenomeno accende un campanello d’allarme. Gli esperti invitano a rafforzare i controlli sulla provenienza dei fondi e sulla trasparenza delle operazioni, per evitare che il mercato immobiliare diventi terreno di conquista per capitali opachi.

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