Entra nel vivo la delicatissima partita di Euro 2032. Al tavolo delle 13 città italiane candidate a ospitare la manifestazione continentale, che verrà organizzata insieme alla Turchia, c’è anche Bari con lo stadio «San Nicola». Entro il termine della mezzanotte del 31 luglio «il sindaco Vito Leccese – si legge in una nota di Palazzo di Città – ha formalizzato alla Figc la disponibilità del Comune a proseguire il percorso di candidatura, confermando la volontà dell’amministrazione di fare la propria parte nel rispetto delle tempistiche fissate dalla Federazione».
Nonostante la strada sia molto in salita, in considerazione degli ingenti investimenti per l’adeguamento dell’impianto sportivo ai requisiti richiesti dall’Uefa e di competitor agguerritissimi, la città di San Nicola intende giocarsi fino in fondo tutte le proprie carte, facendo leva su fattori quali logistica, trasporti, viabilità e sistema di accoglienza, che potrebbero risultare strategici in sede di valutazione da parte della Federazione e dell’Uefa. L’obiettivo è guardare verso un orizzonte più ambizioso, provando a superare l’attuale desertificazione del «San Nicola» provocata dalla gestione della Ssc Bari.
Le ipotesi
«Dalle stime – spiega Palazzo di Città – emerge che l’adeguamento dell’impianto comporterebbe una profonda e sostanziale modifica dell’attuale struttura dello stadio. Secondo le valutazioni effettuate dai tecnici comunali, per l’avvio dei lavori sarebbero necessari circa 600 giorni naturali e consecutivi, oltre alla fase di progettazione». Tre gli scenari presentati nell’ambito della candidatura, tutti approvati dallo studio Renzo Piano, che gode, come noto, di un vincolo autoriale sul «San Nicola». Il primo prevede un investimento complessivo di 260 milioni e tra i principiali figura la demolizione della copertura, la realizzazione di una nuova struttura ecosostenibile e l’avvicinamento dell’anello inferiore al campo, con una riduzione della capienza. Progetto che ricalca per sommi capi quello che presentò nel 2017 l’ex patron del Bari Giancaspro, in sinergia con l’attuale ministro dello sport Abodi, all’epoca presidente di B Futura. Il secondo scenario, con costi pari a 160 milioni, contempla tra gli interventi strutturali sostanziali solo l’avvicinamento del primo anello al terreno di gioco. La terza ipotesi è quella economicamente più vantaggiosa, prevedendo investimenti ben inferiori ai 100 milioni. Il «San Nicola» non subirebbe grandi interventi strutturali: i lavori, compresi anche nei primi due scenari, riguarderebbero in particolare la realizzazione di nuovi bagni e accessi per persone con disabilità, sky box in tribuna Ovest e l’ammodernamento del sistema di viabilità. La pista di atletica verrebbe sistemata solo per una questione estetica e di decoro.
Le risorse
È il tema principale, ma anche il vero ostacolo da superare. La priorità in questa fase è individuare canali di finanziamento. «Alla luce del considerevole impegno economico richiesto dall’operazione – scrive Leccese – l’amministrazione comunale ha più volte rappresentato ai diversi interlocutori l’esigenza di un congruo sostegno finanziario o, in alternativa, l’individuazione di una forma di partenariato pubblico-privato. In tale scenario, e senza uno specifico finanziamento dell’opera, risulterebbe impossibile finanziare con risorse comunali questo intervento». A questo proposito, proprio la sinergia pubblico-privato potrebbe essere una carta utile anche per attrarre potenziali investitori interessati alla Ssc Bari.
La concorrenza
Tredici città e 16 stadi per 5 impianti assegnati all’Italia, uno due quali dovrà rientrare nel Mezzogiorno. Al momento in lizza con Bari sono anche Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona. Certi di un posto sono Roma, con l’Olimpico, Torino, con l’Allianz Stadium, e Milano, con il nuovo San Siro. A contendersi gli ultimi due posti saranno con ogni probabilità Firenze, con il nuovo «Franchi», Palermo, con il progetto in fase avanzata del nuovo «Barbera», e Roma in lizza con il nuovo stadio della squadra giallorossa. Occhio anche a Napoli, forte di due candidature, per il «Maradona» e il progetto del nuovo stadio di Aurelio De Laurentiis. Bari, in attesa di sviluppi, per ora è destinata a rientrare quasi certamente tra le riserve, forte però del gradimento da parte dei tecnici federali per il «San Nicola» e la sua logistica. La documentazione sarà esaminata nell’ambito dell’istruttoria tecnica volta ad accertare il rispetto degli standard infrastrutturali, autorizzativi, finanziari e organizzativi richiesti per l’eleggibilità a ospitare la competizione. L’1 ottobre verranno selezionati i 5 stadi italiani, più le riserve. Dopodiché arriverà l’ok definitivo dell’Uefa.
