«Decurtazione arbitraria dalle buste paga delle ore di lavoro extra maturate nel 2024». In base a questa perentoria accusa sette sigle sindacali diffidano la dirigenza sanitaria del Policlinico «Giovanni XXIII» di Bari, minacciando anche di segnalare la vicenda a Ispettorato del Lavoro e Corte dei Conti. A firmare il documento congiunto Aaroi-Emac, Anaao-Assomed, Cimo-Fesmed, Fed. Cisl Medici, Fassid, Fvm, Fp Cgil Medici e Dirigenti Sanitari, Uil Fpl Medici. Molti dirigenti medici e sanitari delle due strutture hanno infatti trovato nei cedolini di gennaio 2026 un’amara sorpresa: la cancellazione di centinaia di ore di lavoro straordinarie. Questo, a detta dei sindacati, in aperta violazione del contratto nazionale di lavoro che, nel caso di esigenze assistenziali non programmate che determinano il superamento delle 38 ore settimanali contrattuali, impone il recupero obbligatorio dell’extraorario, anche prima delle ferie (articolo 27, comma 3 del Ccnl).
Il contesto
Un tema piuttosto caldo in un momento in cui si sta chiedendo un grande sforzo agli operatori sanitari pugliesi per il contenimento delle liste d’attesa. «Il recupero – spiega il segretario regionale pugliese della Fp Cgil Medici e Dirigenti Sanitari, Antonio Mazzarella – sarebbe dovuto avvenire attraverso riposi compensativi, per l’extraorario lavorato nel 2024, entro dicembre 2025. Invece, l’Azienda, nonostante venti mesi utili per consentire che questo avvenisse, ha pensato bene, a gennaio 2026, di azzerare l’extraorario nelle buste paga. Una sorta di furto con destrezza, aggravato dall’assenza di alcun tipo di preavviso né, tantomeno, di giustificazione ufficiale. Questo di fatto sottrae ai dirigenti il godimento di un diritto maturato».
Mazzarella sottolinea che «l’eventuale mancata fruizione dei recuperi è da imputarsi esclusivamente a carenze organizzative o a dinieghi aziendali per esigenze di servizio; ma l’Azienda non può sanzionare il dipendente per una propria incapacità di garantire il ristoro psicofisico». Ora le organizzazioni sindacali temono che si possa procedere con lo stesso modus operandi anche per gli anni successivi.
La prospettiva
Come procedere allora? «In via eccezionale – spiegano nel documento le sigle sindacali – siamo disponibili a consentire il recupero anche in un periodo successivo a quello di riferimento, a patto che l’Azienda provveda a consentire i recuperi degli anni successivi nei tempi contrattualmente previsti». Di qui l’invito a «ripristinare le ore cancellate e restituire immediatamente il maltolto, ossia l’extraorario lavorato nel 2024».
«In caso di assenza di risposta – si conclude il testo della diffida – inviteremo i colleghi a procedere in sede giudiziaria, con eventuale assistenza dei nostri legali, per danno da inadempimento, con eventuale obbligo di natura economica risarcitoria, a carico del bilancio aziendale, corrispondente alla retribuzione prevista per le ore lavorate e non recuperate. In tal caso sarà cura delle organizzazioni sindacali segnalare all’Ispettorato del Lavoro e alla Corte dei Conti Regionale il potenziale danno erariale derivante da contenziosi evitabili».