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Bari, il robot Da Vinci Single Port al Policlinico: già usato per interventi sulla prostata, da febbraio anche per il rene – VIDEO

Massima precisione e libertà di movimento degli strumenti paragonabile a quella delle mani di un chirurgo che, però, opera a distanza da una console, guidando l’intervento attraverso due controller che muovono gli strumenti su più assi. È il nuovo robot Da Vinci Single Port in dotazione al Policlinico di Bari.

Si tratta di un sistema innovativo di chirurgia robot-assistita che, grazie a una singola incisione di circa 2,5 centimetri consente di entrare nel campo operatorio con una visione tridimensionale altamente ingrandita e definita.

Il robot consente l’inserimento, attraverso un’unica incisione di pochi centimetri, di tre strumenti chirurgici articolati e di un endoscopio 3D HD completamente snodato, migliorando in modo significativo la visualizzazione delle strutture anatomiche e la precisione dei gesti chirurgici.

«Abbiamo avviato il programma a dicembre con i primi interventi sulla prostata e da febbraio estenderemo l’utilizzo del robot single port anche alla chirurgia renale, sempre con accesso extraperitoneale», chiarisce il professor Pasquale Ditonno, direttore dell’unità operativa di Urologia e del Centro trapianti di rene del Policlinico di Bari, che ha eseguito i primi interventi.

La nuova tecnologia, sottolinea, «consente di accedere evitando completamente la cavità addominale, con un approccio extraperitoneale raggiungiamo direttamente prostata e rene attraverso un passaggio molto ridotto, realizzando una chirurgia realmente mininvasiva. I vantaggi per i pazienti sono concreti: in molti casi il dolore post-operatorio è quasi azzerato, la necessità di analgesici si riduce drasticamente, la ripresa intestinale è immediata e i tempi di degenza si accorciano sensibilmente, con dimissioni già in prima o seconda giornata».

La chirurgia urologica, spiegano dal Policlinico di Bari, “è caratterizzata da una fondamentale fase ricostruttiva, indispensabile per il recupero di funzioni delicate come la continenza urinaria e la sessualità, oltre che di funzioni vitali come il corretto funzionamento dei reni. Questa tecnologia – si legge in una nota – consente, tra le altre applicazioni, di rimuovere tumori renali di 8-10 centimetri preservando il rene, di asportare la prostata salvaguardando continenza ed erezione e di correggere malformazioni congenite”.

L’introduzione del robot Da Vinci Single Port, chiosa il direttore generale Antonio Sanguedolce, «si inserisce in una strategia di innovazione tecnologica che il Policlinico di Bari sta portando avanti in modo strutturato e continuativo».

Il robot è stato acquistato grazie a un finanziamento della Regione Puglia nell’ambito del FESR-FSE 2021-2027, Azione 8.4 “Rinnovo e potenziamento delle strutture ospedaliere e sviluppo della telemedicina”.

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