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Bari, a Claudio Baglioni la Manna di San Nicola in ricordo del leggendario concerto tra le macerie del Petruzzelli

Un filo rosso fatto di musica, rinascita e gratitudine lega indissolubilmente Claudio Baglioni alla città di Bari. A distanza di oltre vent'anni da una delle notti più emozionanti e simboliche per il capoluogo pugliese, l'amministrazione comunale ha voluto omaggiare il cantautore romano conferendogli il riconoscimento più intimo e prestigioso della città: la sacra Manna di…
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foto Ansa

Un filo rosso fatto di musica, rinascita e gratitudine lega indissolubilmente Claudio Baglioni alla città di Bari. A distanza di oltre vent’anni da una delle notti più emozionanti e simboliche per il capoluogo pugliese, l’amministrazione comunale ha voluto omaggiare il cantautore romano conferendogli il riconoscimento più intimo e prestigioso della città: la sacra Manna di San Nicola.

A fare gli onori di casa nella sala consiliare è stato il sindaco Vito Leccese, che ha riavvolto il nastro dei ricordi fino alla vigilia dell’Epifania del 2002. Quella sera, Baglioni si esibì al gelo tra le macerie annerite del Teatro Petruzzelli, distrutto dal rogo doloso del 1991, con lo storico concerto “Per incanto e per amore”. «Bari ha una solida memoria – ha dichiarato Leccese leggendo le motivazioni dell’onorificenza –. Con la sua presenza e la sua voce, Baglioni seppe accendere non solo una luce di speranza, ma anche i riflettori della ribalta nazionale sulle nostre ferite profonde. Fu un atto di fiducia, un invito a credere nella forza trasformatrice della bellezza e a ricordare che da lì si doveva ripartire. Il Petruzzelli era ed è tornato a essere un simbolo identitario».

I ricordi di Baglioni

Visibilmente emozionato, il cantautore ha condiviso i retroscena di quell’esibizione storica. «In quella vigilia dell’Epifania del 2002 ci sentimmo tutti un po’ Re Magi – ha raccontato Baglioni –. Volevamo portare un piccolo dono per accendere l’attenzione nazionale e internazionale sullo scandalo e sulla grave offesa di un teatro non ancora ricostruito. Ricordo che insistetti con Rai 1, pretendendo che quel piccolo intervento di alcuni minuti venisse mandato in diretta nazionale subito dopo il telegiornale. Ci riuscimmo, e credo sia stato un buon viatico per la ripresa dei lavori».

Oggi, ha aggiunto l’artista, «Bari è una delle poche città a poter vantare così tanti teatri. In un momento mondiale di scoramento, noi artisti non possiamo cambiare il corso degli eventi, ma possiamo tentare di aumentare le cose che ci danno la percezione della bellezza e dello stupore».

Il tour estivo e l’aneddoto sugli inizi

Baglioni ha colto l’occasione per annunciare che il suo grande tour estivo toccherà ben tre tappe in Puglia (Barletta, Egnazia e Apricena), definendosi un “pellegrino” in viaggio attraverso le bellezze del Paese.

Prima di congedarsi, ha regalato alla platea un aneddoto esilarante sui suoi esordi: «Nel 1969 partecipai a “Un disco per l’estate” a Napoli e arrivai ultimo. Poi a “La gondola d’argento” a Venezia, e arrivai ultimo. Nel 1970 partecipai a “La caravella dei successi” proprio qui a Bari. Arrivai penultimo. Lì – ha concluso sorridendo – ho capito che stavo finalmente cominciando la mia scalata».

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