Viene definita “barbonismo domestico” l’abitudine ad accumulare oggetti che spesso nasconde risvolti che spaziano dalla salute mentale alla sicurezza pubblica. Per far fronte a questo fenomeno, la disposofobia, è stato sottoscritto stamattina a Bari un protocollo operativo multidisciplinare che mette in rete per la prima volta il Comune, Asl, Amiu Puglia, Ordine degli Avvocati, Tribunale e Procura della Repubblica.
Il documento, di validità triennale, definisce una strategia d’intervento unitaria per gestire situazioni complesse in cui i cittadini accumulano massicce quantità di rifiuti, materiali o animali all’interno di abitazioni private. Condizioni che compromettono non solo la dignità e la salute degli interessati, ma generano gravi rischi igienico-sanitari e di incendio per l’intera collettività.
Una rete per rompere l’isolamento
L’accordo punta a superare le difficoltà operative riscontrate negli ultimi anni a causa della frammentazione delle competenze. «La fragilità è una condizione di isolamento che si cura con la rete», ha sottolineato Giuseppe Gatti, procuratore aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari. «In questi casi la rete familiare viene sostituita da quella istituzionale, attivando un sistema di alert e procedure accelerate, specialmente quando è necessaria la nomina di un amministratore di sostegno».
Sulla stessa linea il direttore generale dell’Asl Bari, Luigi Fruscio, che ha evidenziato come l’azienda sanitaria metterà a disposizione i dipartimenti di Prevenzione, Salute mentale e i servizi veterinari: «Non è solo una questione abitativa, ma di dignità della persona. Il nostro obiettivo è intercettare precocemente le fragilità per agire in modo coordinato».
Le fasi dell’intervento operativo
Il protocollo stabilisce passaggi chiari e gerarchizzati per la gestione delle segnalazioni che vanno dalla verifica e sopralluogo fino all’ordinanza del sindaco che impone di ripristinare le condizioni igieniche.
Previsti poi interventi dell’Amiu per la pulizia e lo sgombero degli ambienti, e, se necessario, l’intervento di Tribunale e Procura per la tutela delle persone fragili attraverso figure giuridiche come i tutori o gli amministratori di sostegno.
Il ruolo dell’ambiente e della giustizia
L’assessora al Clima e Ambiente, Elda Perlino, ha ribadito l’importanza di un percorso assistenziale che non sia solo repressivo ma preventivo, mentre la presidente di Amiu Puglia, Antonella Lomoro, ha confermato la disponibilità dell’azienda a risolvere situazioni «potenzialmente molto pericolose per il decoro e l’igiene».
Anche il mondo forense e giudiziario ha dato un contributo decisivo. Salvatore D’Aluiso, presidente dell’Ordine degli Avvocati, ha rivendicato la funzione sociale dell’avvocatura in supporto alle fasce deboli, mentre Rosella Nocera, giudice del Tribunale di Bari, ha ricordato quanto sia frequente dover dirimere conflitti familiari estremi causati dall’occupazione totale degli spazi domestici.
Per il coordinamento permanente delle attività verrà istituito un gruppo di lavoro specifico che monitorerà l’efficacia delle procedure, garantendo al contempo il trattamento dei dati sensibili nel pieno rispetto della privacy.