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“Bar-n-out” a Bitonto festeggia il primo anno, 10 ragazzi disabili dietro il bancone: «Sogniamo l’autonomia»

«Il mio sogno è aprire un bar tutto mio». Dietro questa frase semplice c’è la rivoluzione di Bar-n-out, un progetto che oggi festeggia il suo primo, importante compleanno. All’interno della cooperativa Zip.H di Bitonto (nell’ex Istituto Maria Cristina di Savoia), un bancone del bar è diventato molto più di un luogo di ristoro: è una palestra di vita e autonomia per dieci ragazzi con disabilità.

Provenienti dai centri diurni Zorba, Crisalide e dal Centro di Educazione al Lavoro, i dieci neo-baristi hanno trasformato la fragilità in una risorsa professionale. Per dodici mesi hanno gestito ogni aspetto dell’attività: dalla spesa nei negozi del quartiere alla preparazione delle comande, fino al servizio ai tavoli e alla gestione del ricavato, che viene interamente reinvestito nel progetto.

«Bar-n-out nasce per educare al lavoro, ma vuole essere anche una “coccola” per noi operatori e per i ragazzi stessi – spiega Dominga Masellis, educatrice referente del progetto –. All’inizio non è stato semplice, c’era confusione nei ruoli. Ma si sono messi in gioco con una forza di volontà incredibile». Oggi il bilancio è entusiasmante: i ragazzi hanno acquisito competenze sociali e cognitive, ma soprattutto autostima. «Si sentono utili, responsabili e amati – conclude Masellis –. Hanno imparato a prendersi cura degli altri, dimostrando quanto valgono». Un caffè che ha un sapore diverso: quello del riscatto e dell’inclusione reale.

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