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App del Ministero in tilt, a Bari rallentate le attività giudiziarie in Tribunale e Procura

Ancora una giornata di rallentamenti e disagi al Tribunale di Bari, per buona parte di ieri l’applicazione informatica del Ministero della Giustizia non ha funzionato correttamente, bloccando di fatto numerose attività degli uffici giudiziari. Un problema che si ripresenta con frequenza negli ultimi mesi da quando il nuovo sistema digitale è stato introdotto e che…
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Ancora una giornata di rallentamenti e disagi al Tribunale di Bari, per buona parte di ieri l’applicazione informatica del Ministero della Giustizia non ha funzionato correttamente, bloccando di fatto numerose attività degli uffici giudiziari. Un problema che si ripresenta con frequenza negli ultimi mesi da quando il nuovo sistema digitale è stato introdotto e che continua a creare difficoltà operative a magistrati, cancellieri e avvocati.

Il malfunzionamento dell’App ha impedito il caricamento di documenti, atti e ordinanze, rendendo impossibile portare avanti procedimenti che richiedono tempistiche rapide e precise. In molti casi le attività sono state rinviate o rallentate, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione del lavoro e sull’efficienza complessiva della macchina giudiziaria.

A evidenziare la gravità della situazione è stato il procuratore capo della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, che ha sottolineato come i continui problemi tecnici rischino di compromettere il regolare svolgimento delle funzioni giudiziarie. Secondo il procuratore, l’innovazione digitale rappresenta un passaggio fondamentale per modernizzare il sistema, ma non può tradursi in un ostacolo quotidiano per chi è chiamato ad applicare la legge. Il blocco dell’applicazione ha avuto effetti a catena su più settori del Tribunale, incidendo non solo sul lavoro delle cancellerie ma anche sulle attività investigative e sull’esecuzione dei provvedimenti. In una fase in cui la tempestività degli atti è cruciale, ogni interruzione del sistema informatico si traduce in ritardi difficilmente recuperabili.

Negli uffici giudiziari cresce il malcontento tra gli operatori, costretti a fare i conti con strumenti digitali che non sempre garantiscono affidabilità e continuità. Molti sottolineano come, in assenza di soluzioni alternative immediate, il rischio sia quello di paralizzare intere giornate di lavoro. La situazione riaccende il dibattito sulla digitalizzazione della giustizia e sulla necessità di affiancare all’introduzione delle nuove tecnologie un adeguato supporto tecnico e infrastrutturale. Senza interventi tempestivi, il processo di innovazione rischia di trasformarsi in un fattore di ulteriore inefficienza per un sistema già messo a dura prova.

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