Si è svolta martedì scorso la premiazione della 67ª edizione dei David di Donatello , trasmessa in diretta su RaiUno, con Carlo Conti e Drusilla Foer. Durante la premiazione ha ritirato la statuetta consegnata dall’Accademia del Cinema Italiano anche l’attrice barese Antonella Carone (David dello spettatore), tra i protagonisti del film “Me contro te – Il mistero della scuola incantata”.
Su un post su Facebook ha scritto che era solita vedere la premiazione stando a casa, in pigiama. Come si è approcciata a vivere questo importante momento per il suo percorso artistico?
«Per me è stato come essere una bambina al luna park. Come ho scritto nel post, ho sempre visto la cerimonia in tv. Quest’anno ritrovarmi inaspettatamente li è stata una grande emozione proprio per quello che rappresenta questa cerimonia che però per me non rappresenta un traguardo, perché il mio percorso artistico è un riconoscimento importante una costante ricerca. Questo è un riconoscimento importante ed è certamente una tappa fondamentale, ma da domani devo pensare già ad altri progetti»
Come si trova nel ruolo di Perfidia e si aspettava questo successo per le storie di Luì e Sofì?
«Nei panni di Perfidia mi ci trovo comoda. È un personaggio che mi è piaciuto da subito e ha rappresentato un primo banco di prova per portare sul grande schermo e a un pubblico vasto un registro comico nel quale prima di allora non avevo avuto modo di esprimermi. È divertente perché è costruito come un cartoon e io mi sono divertita a colorarlo e farlo parlare. Ritengo che il successo di questo progetto e del premio vinto, sia frutto di un lavoro di squadra fatto da attori giovani, sconosciuti al grande pubblico fino al primo film del 2019, “La vendetta del Signor S”. Abbiamo portato il pubblico dei social, in massa, nelle sale cinematografiche. Ritengo che questo sia un dato importante sociologicamente parlando, perché spesso si assiste al contrario. Vediamo le sale cinematografiche sempre più vuote a favore delle piattaforme streaming».
Il David dello spettatore, è assegnato al film che ha totalizzato il maggior numero di presenze di spettatori. Lo scorso anno è stato attribuito a “Tolo tolo” di Luca Medici alias Checco Zalone.
È contenta che questo premio resti legato alla nostra terra?
«Certamente sì. Con il regista Sandro Liuzzi, originario di Ceglie Messapica e altri attori che hanno partecipato, c’è una buona percentuale di Puglia dietro questo film, senza dimenticare la forza e il pubblico molto vasto che segue Luigi e Sofia».