La Puglia blinda il sistema sanitario contro il rischio Hantavirus. In seguito al focolaio rilevato a bordo della nave da crociera MV Hondius, il Dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia, guidato da Vito Montanaro, ha trasmesso una nota operativa urgente a tutto il sistema sanitario regionale.
Il provvedimento coinvolge una rete capillare: ASL, ospedali, IRCCS, medici di medicina generale, pediatri e farmacie. L’obiettivo è chiaro: farsi trovare pronti nonostante al momento, come precisa la nota, non risultino casi diagnosticati in Puglia.
Il protocollo: diagnosi e tracciamento
La Regione ha individuato nel laboratorio di Epidemiologia molecolare del Policlinico di Bari il centro di riferimento regionale. Sarà questa struttura a gestire le attività di diagnostica in costante collegamento con lo Spallanzani di Roma, centro di riferimento nazionale.
In caso di pazienti sospetti, le ASL dovranno attivare immediatamente i test e segnalare ogni criticità alla Regione, allegando una relazione epidemiologica per il successivo inoltro al Ministero della Salute. La nota definisce con precisione i sintomi da monitorare, le modalità di contagio e le procedure di isolamento per i contatti stretti.
«L’Italia è pronta, ma le Regioni vanno in ordine sparso»
Sulla capacità di risposta del Paese è intervenuto l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del San Martino di Genova. Secondo Bassetti, l’Italia può contare su tre pilastri d’eccellenza — lo Spallanzani di Roma, il Sacco di Milano e il Cotugno di Napoli — supportati da una rete territoriale nata tra gli anni ’80 e ’90 e oggi dotata di aree ad alto isolamento.
«Esiste una rete ampia e di altissimo livello che include centri come il Niguarda, il Policlinico di Bari e quello di Palermo», spiega Bassetti. Tuttavia, l’esperto solleva una critica sulla gestione amministrativa: «Il problema è che con 21 sistemi sanitari regionali diversi, ognuno tende ad andare per la propria strada. Servirebbe maggiore coesione nell’affrontare queste emergenze».
Mentre il dibattito sulla centralizzazione delle risposte sanitarie resta aperto, la Puglia si muove d’anticipo, strutturando una linea di difesa che mette al centro la velocità di segnalazione e l’eccellenza diagnostica dei propri laboratori.