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Danza, teatro e barca a vela per i pazienti oncologici: al via la “dolce” cura di un tumore della Asl Bari – FOTO

La cura di un tumore non passa solo attraverso i protocolli clinici e le terapie farmacologiche, ma anche attraverso la cura dell’anima, delle emozioni e del corpo. È con questa consapevolezza che negli ospedali dell’ASL Bari (il San Paolo del capoluogo e il “Fabio Perinei” di Altamura) prende ufficialmente il via un innovativo progetto di umanizzazione delle cure finanziato dalla Regione Puglia.

L’iniziativa, formalizzata nelle scorse ore dal direttore generale dell’ASL Luigi Fruscio e dal responsabile dell’Oncologia medica Francesco Giuliani, trasformerà letteralmente l’approccio alla malattia: i pazienti e i loro familiari avranno a disposizione percorsi gratuiti di danza, teatro, pilates, laboratori di cucina, velaterapia (terapia in barca a vela), musicoterapia e sostegno psicologico individuale e di gruppo.

La rete delle associazioni e i primi appuntamenti

A rendere possibile questa rivoluzione dolce in corsia saranno tre storiche realtà del Terzo Settore pugliese, selezionate tramite bando pubblico: LILT Bari, Energia Donna ODV e Una Rosa Blu per Carmela.

Il calendario entra subito nel vivo: il primo appuntamento è fissato per domani, mercoledì 4 marzo alle ore 17, nella sala convegni dell’Ospedale San Paolo con “La danza della vita”, una sessione di Biodanza dedicata alle donne in percorso oncologico (per la quale non è richiesto saper ballare). Seguiranno, la prossima settimana, gli incontri di sostegno psicologico della Lilt (lunedì 9 marzo) e i laboratori dedicati alla cura dell’immagine e all’estetica in corsia ad Altamura (mercoledì 11 marzo). Previsto, inoltre, un vitale servizio di supporto psicologico dedicato anche agli stessi operatori sanitari, spesso sottoposti a fortissimo stress emotivo.

«Un passo importante verso una medicina che non cura soltanto la malattia, ma accompagna la persona lungo tutto il suo percorso di vita», ha commentato il dg Fruscio. A confermare la bontà del progetto non è solo l’empatia, ma la scienza pura. Come spiegato dal dottor Giuliani, la letteratura in psico-oncologia parla chiaro: «La presenza di un supporto strutturato può aumentare l’aderenza alle terapie fino al 15-20%, ridurre ansia e depressione tra il 30% e il 40% e migliorare la qualità della vita percepita fino al 35%. Un paziente sostenuto emotivamente collabora meglio e abbandona meno le cure».

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