Una tregua fragile, fatta più di necessità che di accordi reali. Alla Rsa Casa Caterina di Adelfia continua il confronto a distanza tra il proprietario della struttura, Pepe, e Melaccio, amministratore della società Nicolas, finita al centro delle contestazioni degli ultimi mesi.
Nel frattempo, però, i problemi restano tutti sul tavolo. La struttura socio assistenziale è ancora priva di un direttore sanitario, figura essenziale per il coordinamento e la gestione delle attività cliniche.
Un’assenza che continua a generare interrogativi e preoccupazioni in una vicenda che da settimane tiene alta l’attenzione di famiglie, operatori e istituzioni. All’esterno della Rsa il colpo d’occhio è desolante.
Il contesto
Accanto all’ingresso principale permane una vera e propria discarica a cielo aperto: sacchi di rifiuti, materiale abbandonato e condizioni di evidente degrado fanno da sfondo a una struttura che ospita ancora 31 anziani. Anche il cancello d’ingresso risulta danneggiato e non sarebbe stato ancora riparato.
Sul fronte economico, la situazione non appare meno delicata. I dipendenti attendono ancora il pagamento degli arretrati accumulati negli ultimi mesi, mentre cresce il malcontento tra il personale che continua comunque a garantire assistenza e presenza quotidiana agli ospiti della residenza.
Pepe, proprietario dell’immobile, sostiene di vantare circa 700mila euro di canoni non versati e continua a chiedere il commissariamento della struttura come unica strada per riportare ordine nella gestione e assicurare stabilità ai servizi. Dall’altra parte, Melaccio resta formalmente alla guida della società Nicolas, mantenendo quindi il controllo amministrativo della Rsa in una fase che appare ancora lontana da una soluzione definitiva.
