Si è spento ieri, 6 marzo, il magistrato Carlo Curione, nato a Gioia del Colle il 9 febbraio 1939 e per molti anni figura di riferimento del distretto giudiziario di Bari. Aveva 87 anni.
Magistrato di lungo corso, Curione ha attraversato alcune delle pagine più delicate della storia giudiziaria del territorio, distinguendosi per rigore, equilibrio e profondo senso delle istituzioni. La sua carriera iniziò come pretore a Matera, per poi proseguire nel capoluogo pugliese, dove ricoprì diversi incarichi sia nella funzione requirente, come sostituto procuratore della Repubblica, sia in quella giudicante come G.I.P. presso il Tribunale di Bari.
Il nome del giudice Curione è legato ad alcune delle inchieste più rilevanti della storia cittadina. Tra queste, l’indagine sull’omicidio di Benedetto Petrone, il giovane militante ucciso a Bari nel 1977 in un episodio che segnò profondamente la memoria collettiva della città. Curione seguì l’inchiesta e firmò il mandato di cattura nei confronti del principale indagato, nell’ambito di un procedimento che ebbe un forte impatto civile, politico e giudiziario.
Negli anni successivi fu impegnato anche nelle indagini sulla criminalità organizzata barese. In particolare, nel 1992 fu pubblico ministero nell’operazione che portò all’arresto del boss Savino Parisi, uno dei nomi più noti della malavita locale.
Con la sua lunga carriera, Carlo Curione ha rappresentato un pezzo importante della magistratura pugliese, contribuendo con il proprio lavoro alla difesa della legalità e alla ricerca della verità in momenti complessi della vita giudiziaria della città.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato cordoglio tra colleghi, operatori del diritto e quanti lo hanno conosciuto nel corso della sua attività professionale e istituzionale. Con lui se ne va una figura che ha segnato decenni di storia della giustizia a Bari.
A cura di Duccio Curione









