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Accordo tra Mise e Cetma. Sei milioni per l’innovazione

Nuovi posti di lavoro, possibilità di attivare collaborazioni con tra giovani laureati e tecnici specializzati, più servizi alle imprese del Mezzogiorno: ecco le prospettive che si aprono dopo l’ok del Ministero dello Sviluppo economico (Mise) all’accordo con il Centro di ricerche europeo di tecnologie, design e materiali (Cetma) che prevede un investimento di ben sei milioni di euro in Puglia.

A darne l’annuncio è stato il ministro Giancarlo Giorgetti, titolare del dicastero di via Molise. L’accordo riguarda la realizzazione di un progetto che punta a sviluppare un’innovativa piattaforma informativa per la gestione delle attività di manutenzione dei macchinari e degli impianti di produzione, in modo tale da prevenire possibili guasti.
Le ricadute del patto tra Mise e Cetma e del relativo maxi-finanziamento saranno notevoli. In primo luogo, in collaborazione con il Politecnico di Bari, Cetma avrà la possibilità di consolidare metodologie, tecnologie e sistemi per rendere più competitiva l’offerta dei servizi di innovazione e trasferimento tecnologico per le imprese, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno che sotto quel profilo accusano ancora notevoli ritardi rispetto alle concorrenti del Nord e del resto d’Europa.
Per quanto riguarda le ricadute a livello occupazionale, invece, il Mise agevolerà gli investimenti erogando 2 milioni e 300mila euro che consentiranno di incrementare dell’11% i posti di lavoro con nuove professionalità. Sempre sotto il profilo delle opportunità di inserimento nel mercato del lavoro, il patto tra Mise e Cetma consentirà di attivare circa 12 collaborazioni tra giovani laureati, dottorati e tecnici specializzati da impiegare nelle attività di ricerca e sviluppo condotte nelle tre sedi di Brindisi, Bari e Valenzano.
«Il nostro obiettivo è e resta quello di rendere più competitivo il territorio – sottolinea il ministro Giancarlo Giorgetti – agevolando gli investimenti in grado di far incontrare le competenze specializzate presenti nel mondo della ricerca con le imprese, in modo da favorire lo sviluppo di nuovi modelli produttivi basati sull’interconnessione digitale».

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