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Cronaca Italia

Sisma nel Sud-Est asiatico, a Bangkok crolla un grattacielo: sotto le macerie almeno 43 operai

Terremoto nel Sud-Est asiatico. Una forte scossa di magnitudo 7.7 ha colpito la capitale della Thailandia Bangkok, facendo oscillare molti edifici: un grattacielo di 30 piani in costruzione è crollato mettendo in fuga molti operai e imprigionando sotto le macerie almeno 43 lavoratori. Sono in corso le operazioni di salvataggio. Al momento nessuna vittima è stata segnalata.

Intanto il governo thailandese dopo la forte scossa ha dichiarato lo stato di emergenza e sono in corso le operazione di evacuazione in diverse zone abitate, chiusi gli aeroporti. L’US Geological Survey e il centro tedesco per le geoscienze Gfz hanno affermato che il sisma, sentito anche in Cina e rilevato a una profondità di 10 chilometri, ha avuto come epicentro il vicino Myanmar. Gli allarmi sono scattati intorno alle 13:30, (ora locale) e i residenti sono scappati dalle scale di condomini e hotel di grattacieli nel centro, densamente popolato.

In aggiornamento.

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Bari Foggia Sport

Quote anomale, stop alle scommesse sul derby pugliese di Serie C tra Cerignola e Monopoli

Nella giornata di ieri i bookmakers hanno sospeso le scommesse sul derby pugliese di alta classifica del Girone C di Serie C tra Audace Cerignola e Monopoli, in programma al Monterisi domenica prossima e valido per la 34esima giornata.

Si sfidano seconda e terza in campionato ed è il big match di giornata insieme all’altro derby, campano questa volta, tra Avellino e Benevento.

Nonostante si tratti di due squadre in lotta per la promozione, i bookmakers hanno proposto la vittoria dei padroni di casa a 1.10 e quella della formazione ospite a 11 volte la posta. Con il pareggio tra quota 9.00 e 11.00. Quote decisamente sproporzionate considerato quello che dovrebbe essere il valore delle due formazioni.

Nel tardo pomeriggio di ieri, dunque, i bookmakers hanno rimosso le quote e, di conseguenza, non è più possibile scommettere sulla partita tra Audace Cerignola e Monopoli.

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Cronaca Lecce

Un altro incendio nel Salento: furgone in fiamme nella notte a Corigliano d’Otranto

Ennesimo incendio, nella notte, nel Salento. Questa volta è accaduto a Corigliano d’Otranto dove le fiamme hanno avvolto un furgone parcheggiato lungo via Corileo. Il rogo è divampato intorno all’1:30.

L’incendio ha interessato il vano motore e il lato sinistro del veicolo, un Ford Transit Connect 230.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Lecce che hanno spento le fiamme e messo in sicurezza l’area, evitando che l’incendio si propagasse provocando ulteriori danni.

In corso di accertamento le cause e la natura del rogo. Sul luogo dell’incendio erano presenti anche i carabinieri della stazione di Corigliano d’Otranto per i rilievi del caso.

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Bari Cronaca Video

Corato, discarica abusiva su terreni agricoli: sequestrata una società da 900mila euro – VIDEO

Corato, discarica abusiva su terreni agricoli: sequestrata una società da 900mila euro

Per anni un 40enne, titolare di un’azienda con sede nella Bat avrebbe acquistato rifiuti, anche speciali, per poi smaltirli su terreni agricoli, realizzando anche una discarica abusiva. A scoprirlo sono stati i finanzieri della sesta provincia pugliese che, come disposto dal Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura, hanno eseguito il sequestro dell’impresa – la Nuova Femeco Srl -, oltre che di altri beni e risorse finanziarie, per un valore complessivo di 900mila euro.

I sigilli sono stati posti, in particolare, a sei immobili tra terreni e fabbricati ricadenti nel territorio di Corato e in parte adibiti a discarica abusiva.

Le indagini hanno permesso di accertare che il rappresentante legale dell’impresa, una Srl, avrebbe acquistato rifiuti speciali (pericolosi e non, rivenienti anche da reati contro il patrimonio) in totale assenza della documentazione che ne attestasse l’origine e ne permettesse il tracciamento.

L’impresa, in alcune circostanze avrebbe emesso semplici ricevute (anziché la documentazione fiscale ed ambientale prevista dalla legge) in relazione a conferitori abituali (trattati dall’impresa quali privati conferitori occasionali).

Le indagini hanno anche permesso di accertare che l’imprenditore avrebbe sistematicamente utilizzato suoli dichiarati agricoli realizzando una discarica abusiva. L’uomo è stato denunciato per gestione illecita di rifiuti.

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Italia Politica

Guerra in Ucraina, i volenterosi al vertice di Parigi: «Avanti con truppe e sanzioni alla Russia»

Avanti con gli aiuti militari in Ucrainano alla revoca delle sanzioni alla Russia, sì a negoziati veri di pace con l’impegno di Mosca. Questi i punti emersi dal vertice dei volenterosi a Parigi. Dopo i primi tre incontri convocati dal presidente francese Emmanuel Macron e da quello britannico Keir Starmer, questa volta nella capitale francese sono accorsi i leader di trenta paesi, più l’Ue e la Nato.

A Londra il 2 marzo erano presenti 16 Paesi, ma appunto era su invito del premier britannico. L’incontro di ieri era invece aperto a chiunque volesse aderirvi ed erano presenti i leader di 23 Stati Ue, compresa l’Italia, mentre erano assenti Ungheria e Slovacchia per le loro posizioni contrarie, Malta e Austria, perché storicamente neutrali. Rappresentate anche Norvegia, Islanda, Canada, Australia e ovviamente il Regno Unito, promotore assieme alla Francia della coalizione dei volenterosi.

Meloni dice no all’invio di militari italiani al fronte. Macron ha spiegato che non saranno sulla prima linea del fronte, quella spetta agli ucraini, ma che, se verranno attaccate dovranno rispondere. Su questa forza c’è il sostegno di molti stati membri, ma non c’è l’unanimità. Non è necessaria e chi vuole aderirvi lo farà. L’Italia, ha ribadito la presidente Giorgia Meloni, non ne farà parte, a meno che non ci sia un cappello Onu, che per ora non c’è

Intanto, il presidente francese non esclude una frattura tra Europa e Stati Uniti. Nel filo rosso tra Casa Bianca e Cremlino, l’Europa e i partner dalle idee simili stano costruendo un’alternativa parallela ma non in contrasto con i negoziati in corso. Macron ha sentito il presidente Donald Trump prima del vertice, condivide con lui le sue mosse, ma non esclude che l’Europa possa fare da sola se lo scenario dovesse vedere una frattura.

In Italia

Di tutt’altro avviso è la premier Meloni che sottolinea «l’importanza di continuare a lavorare con gli Stati Uniti per fermare il conflitto e raggiungere una pace che assicuri la sovranità e la sicurezza dell’Ucraina, auspicando il coinvolgimento di una delegazione americana al prossimo incontro di coordinamento». La leader italiana insiste sul fatto che garanzie di sicurezza solide e credibili «debbano trovare fondamento nel contesto euroatlantico, anche sulla base di un modello che in parte possa ricalcare quanto previsto dall’articolo 5 del Trattato di Washington».

Più pressioni su Mosca

Un consenso unanime sul fatto che non è il momento ora di allentare le sanzioni alla Russia, come richiede Mosca e come potrebbero volere anche gli Stati Uniti. Anzi, semmai la pressione sul Cremlino va aumentata. C’è poi la forza di supporto all’esercito ucraino che ora si chiamano «forze di rassicurazione». Nei prossimi giorni sarà inviata sul suolo ucraino una squadra franco-britannica anche per capire cosa serve agli ucraini, dove e quante unità dovranno essere dispiegate.

Certo per ora i negoziati su iniziativa Usa non stanno procedendo per il meglio, è il giudizio dei leader occidentali della coalizione dei volenterosi. Per Macron la Russia «sta fingendo», Starmer dice che «sta giocando». Mosca «negli ultimi giorni e nelle ultime settimane ha finto di aprire trattative per scoraggiare l’avversario e allo stesso tempo intensificare gli attacchi», rimarca l’inquilino dell’Eliseo, e questo è da evitare nei negoziati «veri», quelli a cui l’Europa spera di poter partecipare.

In aggiornamento

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Italia Politica

Pnrr, l’Italia ha speso più della metà dei fondi europei: prima nel continente, ma si avvicina la scadenza

Circa il 92% dei progetti del Pnrr italiano al 31 dicembre 2024 risultava attivato, in fase di attivazione o in chiusura, con una spesa attestata a 63,9 miliardi di euro, pari ad oltre il 52% delle risorse finora ricevute. Lo attesta la sesta relazione sullo stato di attuazione del piano, approvata oggi dalla Cabina di regia Pnrr di Palazzo Chigi. La prossima settimana il testo verrà trasmesso al Parlamento. Al contempo la Corte dei conti evidenzia che «il raggiungimento degli obiettivi qualitativi e quantitativi, stabiliti a livello nazionale e concordati a livello europeo, è in linea con le previsioni», mentre «permangono alcune criticità che richiedono attenzione costante e interventi mirati, soprattutto in vista della scadenza del piano fissata a giugno 2026».

Le reazioni

La relazione, rivendica la premier Giorgia Meloni, «conferma il primato europeo dell’Italia nella sua realizzazione, per numero di obiettivi conseguiti, per risorse complessive ricevute e per numero di richieste di pagamento formalizzate e incassate». Poi aggiunge: «Abbiamo ancora molto lavoro da fare, ma i risultati raggiunti finora ci rendono orgogliosi e ci spronano a fare sempre meglio».

Mentre il ministro per gli Affari Ue Tommaso Foti sottolinea: «L’Italia confermerà il primato europeo nell’avanzamento del Piano, con 140 miliardi di euro ricevuti, corrispondenti al 72% della dotazione complessiva e, in termini di performance, con 337 obiettivi conseguiti, pari al 52% degli obiettivi totali programmati». Poi annuncia che sono stati stanziati «oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro per la riqualificazione delle case popolari, a beneficio delle famiglie vulnerabili e a basso reddito».

Di diverso avviso le opposizioni. «Il Pnrr è una straordinaria opportunità di futuro per l’Italia e fa male vedere come l’incompetenza del governo di Giorgia Meloni la stia sprecando, come conferma la relazione della Corte dei Conti – incalza la segretaria del Pd Elly Schlein – I ritardi e le maggiori criticità sono proprio in welfare, sanità pubblica, istruzione»

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Attualità Bari

Palazzina crollata a Bari, al via la messa in sicurezza dello stabile in via Pinto 16

Inizieranno domani i lavori di messa in sicurezza dello stabile di via Pinto 16 a Bari, adiacente al palazzo crollato il 5 marzo in via De Amicis. L’intervento, del valore di circa 60mila euro, è stato affidato alla ditta Resta srl e dovrebbe durare circa due settimane.

La decisione di procedere con i lavori è stata presa dal condominio la scorsa settimana, dopo aver incaricato avvocati e ingegneri per valutare gli interventi necessari. L’assemblea condominiale ha approvato i lavori sabato scorso.

La messa in sicurezza era stata ordinata dal Comune di Bari, che aveva imposto ai proprietari degli appartamenti di completare i lavori entro sette giorni dalla fine della demolizione controllata delle parti pericolanti dell’edificio crollato.

La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta per crollo colposo a carico di ignoti in relazione al collasso dello stabile di via De Amicis.

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Attualità Bari

Bari, allo scrittore Tahar Ben Jelloun le chiavi della città: «Qui mi sento proprio a casa»

«Qui mi sento proprio a casa. A dire il vero, ogni volta che vengo in Italia mi sento a casa, perché l’Italia, senza dubbio, è il mio Paese d’adozione». Con queste parole Tahar Ben Jelloun, scrittore, poeta e saggista franco-marocchino, ha ringraziato Bari e il sindaco Vito Leccese in occasione della consegna delle chiavi della città avvenuta nel corso di una cerimonia che si è svolta oggi a Palazzo di Città.

L’evento, che ha visto la partecipazione del direttore artistico del Bif&st Oscar Iarussi, della presidente dell’Apulia film commission Anna Maria Tosto, di assessori e consiglieri comunali, ha sancito il profondo legame tra la città di Bari e l’intellettuale di fama internazionale, più volte candidato al premio Nobel per la Letteratura e presidente della giuria del concorso Meridiana del Bif&st 2025.

A fare gli onori di casa è stato il sindaco Leccese, che ha personalmente consegnato le chiavi della città a Ben Jelloun.

Nel suo intervento, il primo cittadino ha ripercorso il suo personale incontro con la narrativa dello scrittore, risalente agli inizi degli anni ’90 con la lettura del romanzo “La creatura di sabbia“. Leccese ha sottolineato come la scrittura «semplice e luminosa» di Ben Jelloun offra spunti di riflessione su temi di grande attualità, tracciando un ideale filo conduttore tra il «pensiero inquieto di Albert Camus» e il «pensiero meridiano di Franco Cassano», individuando nello scrittore franco-marocchino un erede di quella «mediterraneità» dalle «radici culturali profondissime».

Il sindaco ha poi evidenziato la capacità del Mediterraneo di «unire con le proprie acque popoli e nazioni», richiamando il sogno di Giorgio La Pira di un «mare di Galilea più grande». Leccese ha accostato le atmosfere e i paesaggi mediterranei presenti nelle opere di Ben Jelloun ai valori fondanti di Bari: «È proprio in questo messaggio, tanto potente quanto semplice e attuale, che noi ritroviamo i valori nicolaiani di accoglienza e pace, che fanno parte del codice genetico di questa città, che si accinge a consegnarti le chiavi del suo cuore».

La cerimonia è proseguita con la lettura del testo della pergamena che accompagnava le chiavi, nella quale si riconosce in Tahar Ben Jelloun una “voce libera e preziosa, capace di costruire mondi e di svelare i meccanismi psicologici e culturali del razzismo e della discriminazione”.

Tahar Ben Jelloun ha ripercorso il suo rapporto con l’Italia, ricordando gli anni in cui è stato accolto, pubblicato e invitato a scrivere per quotidiani italiani. Ha poi condiviso riflessioni sul significato del Mediterraneo e dell’essere mediterranei, richiamando i valori di «solidarietà, accoglienza e fraternità» in contrasto con una realtà spesso dominata da «gente molto potente che idolatra il denaro e le armi».

Ben Jelloun ha inoltre sottolineato il ruolo dello scrittore come «testimone della sua epoca», un testimone non neutrale che si fa portavoce dei valori dell’umanesimo. Ha ricordato con gratitudine l’insegnamento paterno di un Islam essenziale, basato sul rispetto e sulla fratellanza. Infine, ha espresso il suo apprezzamento per la cultura e la gastronomia pugliese, ringraziando tutti coloro che hanno reso possibile questo riconoscimento.

Prima della cerimonia, Tahar Ben Jelloun ha lasciato un messaggio sul Libro d’onore della Città, esprimendo il suo “grande onore, piacere, gioia e gran segno di amicizia”. Al termine dell’incontro, il sindaco Leccese ha omaggiato lo scrittore con una scultura in ceramica raffigurante un ulivo, simbolo di pace.

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Attualità Puglia Video

Crisi idrica, Emiliano: «Per affrontarla servono dissalatori. Poi un acquedotto tra Albania e Puglia» – VIDEO

Crisi idrica, Emiliano: «Per affrontarla i dissalatori. Poi un acquedotto tra Albania e Puglia»

La risposta più rapida per far fronte alla crisi idrica è dotare le regioni italiane di dissalatori. A sostenerlo è il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Nel lungo periodo, invece, si può pensare a un collegamento per la distribuzione dell’acqua tra Molise e Puglia oppure a un acquedotto tra Albania e Puglia.

Il governatore pugliese è intervenuto alla giornata d’apertura dei lavori della Commissione intermediterranea e il Political bureau della Conferenza delle Regioni periferiche marittime d’Europa (Crpm), organismo a cui aderiscono 160 Regioni europee di 28 Stati.

All’incontro erano presenti, tra gli altri, il presidente del Crpm Filip Reinhag e il segretario generale Davide Strangis.

«Noi abbiamo proposto e proporremo al commissario per l’emergenza idrica, l’Acquedotto pugliese (Aqp) come soggetto comune a tutte le regioni del Mezzogiorno per la distribuzione dell’acqua in tutto il Sud», ha spiegato Emiliano. Il governatore ha evidenziato che sull’Acquedotto pugliese «abbiamo in corso investimenti per 630 milioni, ne sono stati programmati altri per 730 milioni, mancano 1,3 miliardi di investimenti che devono essere messi a disposizione dal Governo, perché l’acqua non è una questione regionale ma nazionale».

Le soluzioni per la crisi idrica «non sono mai a impatto zero»

Le soluzioni per la crisi idrica, ha spiegato più nel dettaglio Emiliano, «non sono mai ad impatto zero, c’è sempre un contrappeso e un prezzo da pagare. Nel momento in cui, come io penso, di fronte ad una crisi climatica non reversibile nel medio-lungo periodo, c’è la necessità di dotare le regioni italiane e la Puglia di dissalatori, questi dissalatori non sono una panacea assoluta. Ti procurano l’acqua di cui necessiti, ma vanno alimentati, l’energia va prodotta, possibilmente con l’eolico o fotovoltaico, ma poi bisogna gestire i residui, le cosiddette salamoie, che vanno riposizionate nell’ambiente e l’aumento improvviso della salinità di tutti i sistemi di dissalazione non è privo di conseguenze sull’habitat».

In alternativa ai dissalatori, «nel lungo periodo, si può pensare a un collegamento, in particolare col Molise, che potrebbe razionalizzare la distribuzione dell’acqua in Molise e in Puglia. Altra cosa che si può fare nel medio-lungo periodo è quella di costruire un acquedotto con l’Albania, che continua a buttare in mare grandi quantitativi di acqua». Per Emiliano, dunque, «tutte le soluzioni possibili per consentire all’umanità di sopravvivere hanno un impatto ambientale. L’impatto zero non esiste. Vedo che c’è ancora un ambientalismo che pretenderebbe soluzioni miracolose che onestamente la tecnologia non ci propone».

«Serve energia a basso costo»

Per il governatore della Puglia un’altra sfida da affrontare per fronteggiare la crisi idrica e i cambiamenti climatici è a livello energetico: «Bisogna capire – ha sottolineato – come produrre l’energia necessaria per la desalinizzazione e per scavalcare le montagne, perché l’Acquedotto pugliese è uno dei principali consumatori di energia elettrica in Puglia in quanto le pompe elettriche consumano moltissimo. Quindi, Aqp deve avere la possibilità di produrre (o procurarsi) energia a basso costo. La sfida dell’Italia è quella di ottenere energia allo stesso prezzo dei suoi concorrenti mondiali perché noi continuiamo a pagare l’energia 4-5 volte più dei nostri concorrenti».

La Conferenza delle Regioni periferiche marittime d’Europa

L’evento in corso a Bari, ha concluso Emiliano, «ci consentirà di esporre alla comunità delle regioni europee tutte le conquiste e tutte le idee che la Regione Puglia ha messo in campo in questi anni per la transizione energetica, e per costruire politiche a favore dell’ambiente e della salute delle persone assieme all’efficientamento del sistema economico».

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche l’assessora regionale all’Ambiente, Serena Triggiani, il presidente del Crpm Filip Reinhag, con il segretario generale Davide Strangis, e il direttore generale Asset, Elio Sannicandro. Secondo l’assessora Triggiani, per la Puglia sono stati individuati «otto pericoli prioritari» legati alla crisi climatica.

I primi tre sono «alluvioni, allagamenti e siccità». Questo, ha concluso, «consente di adottare azioni per fronteggiare le eventuali emergenze».

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Attualità Brindisi

Brindisi, oltre 9mila paia di scarpe contraffatte donate in beneficenza da Dogana e GdF

Un’importante operazione congiunta dell’Ufficio delle Dogane di Brindisi e della Guardia di Finanza ha portato alla devoluzione in beneficenza di oltre 9mila paia di scarpe contraffatte. Le calzature erano state sequestrate nel porto di Brindisi, grazie a un’analisi dei rischi congiunta delle due forze, su un automezzo proveniente dalla Grecia.

Dopo la convalida del sequestro, il Tribunale di Brindisi ha accolto la richiesta di destinare le scarpe a organizzazioni di volontariato ed enti benefici locali e nazionali, anziché distruggerle. Questa decisione ha permesso di fornire un sostegno concreto alle fasce di popolazione in difficoltà e di generare un significativo risparmio per le casse pubbliche, evitando i costi di distruzione.

L’iniziativa rappresenta la “dimensione sociale” dell’Agenzia Dogane e Monopoli e della Guardia di Finanza, che negli ultimi quattro anni hanno devoluto in beneficenza a Brindisi oltre 186mila capi di abbigliamento, tra cui le scarpe sequestrate, a diverse associazioni e enti caritatevoli. Questo dimostra come la repressione delle attività illecite nel porto possa tradursi in gesti concreti di solidarietà a favore dei più bisognosi.

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